I presepi


Inviate le foto del Vostro presepe a redazioneweb@parrocchiasantabarbara.net o via Whatsapp al 333.385.000.2: Per ogni presepe pubblicheremo un massimo di 5 foto. 
Mostreremo le foto il 6 Gennaio, in Sala A. Luciani, dopo la tradizionale estrazione della "Lotteria delle Befane". Aspettiamo il vostro Presepe!

Adriana e Marino Zanon
Adriana e Marino Zanon
Adriana e Marino Zanon
Adriana e Marino Zanon
Adriana e Marino Zanon
Famiglia Esposito
Famiglia Esposito
Famiglia Esposito
Famiglia Esposito
Famiglia Esposito
Famiglia Dal Corso
Famiglia Dal Corso
Famiglia Bon
Famiglia Bon
Famiglia Bon
Famiglia Bon
Famiglia Bon
Famiglia Campagnaro
Famiglia Campagnaro
Famiglia Campagnaro
Famiglia Trentinaglia
Famiglia Trentinaglia
Famiglia Dalla Chiara
Famiglia Dalla Chiara
Famiglia Dalla Chiara
Famiglia Dalla Chiara
Famiglia Fenzo
(personaggi fatti a mano da Ginevra)
Famiglia Fenzo
(personaggi fatti a mano da Ginevra)
Famiglia Fenzo
(personaggi fatti a mano da Ginevra)
Famiglia Fenzo
(personaggi fatti a mano da Ginevra)
Famiglia Della Lucia
Famiglia Della Lucia
Famiglia Della Lucia
Maria Pietrangeli
Maria Pietrangeli
Maria Pietrangeli
Maria Pietrangeli
Maria Pietrangeli
Marino e Mariarosa Ferla
Marino e Mariarosa Ferla
Nonna Laura
Nonna Laura
Patronato S.Barbara

IL PRESEPE: STORIA E SIGNIFICATO PER LA CRISTIANITA'

Il termine deriva dal latino praesaepe, cioè greppia, mangiatoia, ma anche recinto chiuso dove venivano custoditi ovini e caprini; il termine è composto da prae (innanzi) e saepes (recinto), ovvero luogo che ha davanti un recinto. Un'altra ipotesi fa nascere il termine da praesepire cioè recingere. Nel latino tardo delle prime vulgate evangeliche viene chiamato cripia, che divenne poi greppia in italiano, krippe in tedesco, crib in inglese, krubba in svedese e crèche in francese. Il termine presepe è utilizzata, oltre che in Italia, anche in Ungheria, perché vi giunse via Napoli nel XIV secolo quando un discendente Angiò divenne re di quelle regioni, Portogallo e Catalogna.

Questa usanza, all'inizio prevalentemente italiana, ebbe origine all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione della Natività, dopo aver ottenuto l'autorizzazione da papa Onorio III. Francesco era tornato da poco (nel 1220) dalla Palestina e, colpito dalla visita a Betlemme, intendeva rievocare la scena della Natività in un luogo, Greccio, che trovava tanto simile alla città palestineseTommaso da Celano, cronista della vita di San Francesco descrive così la scena nella Legenda secunda: «Si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l'asino. Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda l'umiltà e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme». Il presepio di Greccio ha come antefatto le "sacre rappresentazioni" delle varie liturgie celebrate nel periodo medievale.

Nella rappresentazione preparata da San Francesco, al contrario di quelle successive, non erano presenti la Vergine Maria, San Giuseppe e Gesù Bambino; nella grotta dove era stata allestita la rappresentazione erano presenti una mangiatoia sulla quale era stata deposta della paglia e i due animali ricordati dalla tradizione Nella Legenda prima, Tommaso da Celano ci dà una descrizione più dettagliata della notte in cui fu allestito il primo presepio a Greccio; il racconto di Tommaso è poi ripreso da Bonaventura da Bagnoregio nella Leggenda maggiore: «I frati si radunano, la popolazione accorre; il bosco risuona di voci, e quella venerabile notte diventa splendente di luci, solenne e sonora di laudi armoniose. L'uomo di Dio [Francesco] stava davanti alla mangiatoia, pieno di pietà, bagnato di lacrime, traboccante di gioia, Il rito solenne della messa viene celebrato sopra alla mangiatoia e Francesco canta il Santo Vangelo. Poi predica al popolo che lo circonda e parla della nascita del re povero che egli [...] chiama "il bimbo di Betlemme". Un cavaliere virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia e si era legato di grande familiarità all'uomo di Dio, messer Giovanni di Greccio, affermò di avere veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo bimbo addormentato che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno» (Bonaventura, Legenda maior, XX) La descrizione di Bonaventura è la fonte che ha usato Giotto per comporre l'affresco Presepe di Greccio, nella Basilica superiore di Assisi.