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DALLA DIOCESI: STRUMENTI DI FEDE PER I GIORNI DELL'EMERGENZA

 VENERDI' 13: LETTERA DEL PATRIARCA MORAGLIA 

Carissimi presbiteri, diaconi, consacrati, consacrate e fedeli laici, 

le notizie di queste ultime ore delineano per il nostro territorio un quadro difficile e in continua evoluzione per quanto riguarda la diffusione del virus Covid-19 che si sta propagando tra la nostra gente; queste ore sono decisive per contrastarlo. Tutti siamo chiamati a collaborare attraverso un comportamento responsabile che si traduce nella scelta di rimanere nelle nostre case: questo è il nostro contributo come cittadini. Sono grato alle comunità cristiane che, guidate dai loro sacerdoti, stanno rispondendo a questa situazione, cercando di custodire legami fraterni, di vivere forme comuni di preghiera e di catechesi,[1] pur a distanza,[2] e di non tralasciare l’impegno caritativo a favore dei poveri e più fragili.[3] Come cristiani siamo anche chiamati a rivolgere a Dio una preghiera più intensa, unita a qualche atto penitenziale, espressione anche di questo tempo quaresimale, secondo quanto è nelle possibilità e suggerisce la fede di ciascuno. 

Divenga nostra la preghiera del Santo Padre “per i pastori che devono accompagnare il popolo di Dio in questa crisi: che il Signore dia [loro] la forza e anche la capacità di scegliere i migliori mezzi per aiutare”; poiché “Le misure drastiche non sempre sono buone”, che ”lo Spirito Santo dia ai pastori la capacità e il discernimento pastorale affinché provvedano misure che non lascino da solo il santo popolo fedele di Dio”; che il Popolo di Dio continui a sentirsi “accompagnato dai pastori e dal conforto della Parola di Dio, dei sacramenti e della preghiera” (Messa a S. Marta, 13 marzo 2020). Il vescovo e i presbiteri continuano a portare quotidianamente nella celebrazione eucaristica - che non è mai fatto privato – il popolo loro affidato che, a sua volta, pur non potendovi partecipare fisicamente, sa di essere coinvolto in questo “rendimento di grazie” nella realtà del Corpo Mistico. 

La dolorosa situazione presente richiede che le nostre case diventino luogo di preghiera, di più intensa vita cristiana, di carità vissuta nel Signore Gesù. La voce delle campane, che esprime in certo qual modo i sentimenti del popolo di Dio e ne manifesta il mistero della sua unità in Cristo Signore (cfr. Benedizionale, n. 1455), ci potrà aiutare suonando al mattino, a mezzogiorno e alla sera.[4] Il suono serale delle campane inviti a un tempo di preghiera in cui ci si unisce spiritualmente al parroco e a tutta la comunità parrocchiale - pur rimanendo nella propria abitazione - anche aiutati dagli strumenti tecnologici, con l’ascolto della Parola di Dio, o la recita del Santo Rosario o dell’Angelus, o di quant’altro lo Spirito vorrà suggerire. La nostra preghiera sia per i malati, i defunti, i familiari, i medici, gli operatori sanitari, i volontari, le autorità pubbliche; una preghiera forte, soprattutto per chi è maggiormente in difficoltà.

Invito tutti a partecipare, nelle forme che in seguito verranno precisate, alla preghiera comunitaria indetta dalla Conferenza Episcopale Italiana in occasione della Festa di San Giuseppe, che si potrà seguire in diretta su TV 2000, giovedì 19 marzo alle ore 21.00. Viviamo un momento difficile per il nostro paese, per le nostre famiglie e per ciascuno di noi; la preghiera, il riferimento a Dio, insieme alla carità che si manifesta anche in uno stile di vita responsabile nei confronti degli altri, sia ciò che ci guida nel compiere gesti umanamente saggi e cristianamente fondati, per essere a tutti segno di fiducia e di speranza. Affidando la nostra Chiesa all’intercessione della Madonna della Salute, torno a invocare l’aiuto del Santissimo Redentore e tutti benedico di cuore
  
Francesco Moraglia, Patriarca

[1] Sul sito diocesano è disponibile una pagina, “Indicazione e proposte pastorali per la Quaresima e la Pasqua 2020”, in cui sono disponibili sussidi per la preghiera, tra cui quello della CEI “Celebrare e pregare in tempo di epidemia”; catechesi e riflessioni in famiglia, tra cui una proposta sul percorso battesimale; altri contributi dagli uffici diocesani; informazioni e materiali condivisi dalle nostre comunità. Vi invito a voler condividere con il Coordinamento pastorale diocesano iniziative, attività, sussidi e quant’altro (coordinamento@patriarcatovenezia.it).

[2] L’Ufficio catechistico è disponibile per collaborare con parroci e cappellani per supportare iniziative volte a offrire tramite nuove tecnologie e piattaforme sociali momenti di catechesi per i bambini e i ragazzi (catechistico@patriarcatovenezia.it).

[3] Caritas Diocesana, in particolare, è ancor più necessariamente impegnata in questo tempo di emergenza, soprattutto con le mense e i dormitori, nel rigoroso rispetto dei necessari protocolli sanitari; ad essa si rivolgano coloro che desiderano, ora ma anche in futuro, impegnarsi in questo prezioso servizio ecclesiale (segreteria.caritas@patriarcatovenezia.it334 1032 714).

[4] Per la domenica, in particolare, si continuino a valorizzare la Santa Messa presieduta dal Patriarca e diffusa tramite Facebook-Gente Veneta e televisione; il suono delle campane a festa alle ore 12.00; i sussidi messi a disposizione sul sito web della Diocesi. Inoltre, in vista della Domenica delle Palme, è in preparazione un sussidio per accompagnare giovani e giovanissimi, basato sul Messaggio del Papa per la XXXV Giornata Mondiale della Gioventù.

 DOMENICA 8 MARZO: ADEGUAMENTO DEI PROVVEDIMENTI DEI VESCOVI 

A seguito di quanto stabilito con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 (di seguito “Decreto”), fino alle ore 24.00 di venerdì 3 aprile 2020, in comunione con i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto, per il Patriarcato di Venezia dispongo quanto segue: 

1) Evitare sempre ogni assembramento di persone, e rispettare sempre il criterio di garantire non meno di un metro di distanza fra le persone, ai sensi dell’Allegato 1 lettera d) del Decreto; 
2) Si possono tenere aperti i luoghi di culto, senza organizzarvi alcun tipo di celebrazione religiosa e a condizione di adottare misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro di cui al n. 1; si mantengano senza acqua benedetta le acquasantiere e si garantisca una pulizia adeguata degli ambienti;
3) Essendo sospese tutte le celebrazioni religiose aperte al pubblico (S. Messe, feriali e festive; sacramenti, inclusi battesimi, prime comunioni e cresime; sacramentali, liturgie e pie devozioni, quali la Via Crucis; e quant’altro), comprese quelle funebri: a)nell’impossibilità di adempiere al precetto festivo, ai sensi del can. 1248 § 2, i fedeli dedichino un tempo conveniente all’ascolto della Parola di Dio, alla preghiera e alla carità; possono essere d’aiuto anche le celebrazioni trasmesse tramite radio, televisione e “in streaming”, nonché i sussidi offerti dalle Diocesi; b) nell’impossibilità di ogni celebrazione esequiale, è consentita la sola benedizione della salma in occasione della sepoltura o prima della cremazione, rispettando le condizioni di cui al n. 1; c) i battesimi e i matrimoni sono consentiti senza solennità, a condizione che si chiuda il luogo della celebrazione, alla presenza dei padrini/testimoni, rispettando le condizioni di cui al n. 1; d) il sacramento della penitenza può essere celebrato nella sola forma del “Rito per la riconciliazione dei singoli penitenti”, rispettando le condizioni di cui al n. 1.
4) Sospendere gli incontri del catechismo nonché le attività formative e ludiche di patronati e oratori, incluse le uscite, i ritiri e quant’altro; si tengano chiusi tutti gli spazi;
5) Per le attività delle società e associazioni sportive e per i bar ci si attenga esattamente a quanto stabilito dal Decreto (si vedano, in particolare, l’art. 1.1 lettere d, g n, o);
6) Sospendere feste, sagre parrocchiali, concerti, serate culturali, rappresentazioni teatrali, proiezioni cinematografiche e quant’altro;
7) Le lezioni dei Seminari, degli Studentati Teologici, degli istituti e facoltà ecclesiastici sono sospese
8) Sono chiusi i musei, le biblioteche, gli archivi e gli altri istituti e luoghi della cultura;
9) Gli appuntamenti legati alle Visite pastorali sono rinviati;
10) Si sospenda la visita per la benedizione annuale delle famiglie; rimane invece possibile visitare i malati gravi per offrire loro conforto spirituale e, se del caso, l’unzione degli infermi e il viatico.
11) Le attività caritative possono continuare solo alle seguenti condizioni: a) I centri d’ascolto e gli altri servizi di Caritas diocesane e parrocchiali e realtà affini: garantendo le condizioni stabilite al n. 1; b) Le mense dei poveri: garantendo le condizioni di cui al n. 1, altrimenti distribuendo cestini con i pasti che non potranno però essere consumati all’interno delle strutture; c) nei dormitori: garantendo le condizioni di cui al n. 1, altrimenti attraverso un presidio sanitario garantito dalla competente autorità pubblica.
 
Mi rivolgo a voi carissimi confratelli sacerdoti, ai diaconi, ai consacrati, alle consacrate, a tutti i fedeli laici e, mentre vi ringrazio per il vostro impegno a tener viva la comunione ecclesiale, in questi giorni di emergenza, vi chiedo di attenervi alle istruzioni con animo sereno e fiducioso. La situazione che viviamo ci interpella sia come cittadini sia come cristiani, domandandoci il rispetto e la tutela della vita umana, del bene della salute, nostra e di chi ci vive accanto, iniziando proprio da chi, per l’età, è più fragile e più a più rischio. Attraverso l’intercessione della Madonna della Salute e sotto la protezione del Santissimo Redentore, sono convinto che questo tempo di prova, sarà, per la nostra Chiesa, un momento di grazia in cui tutti potremo crescere nella carità, nella solidarietà e nel senso civico. Mentre chiedo la preghiera per i malati e i loro familiari, desidero esprimere la riconoscenza della Chiesa che è in Venezia a quanti sono chiamati a decidere per il bene della collettività e di chi è in prima linea ad affrontare l’attuale emergenza: medici, infermieri, forze dell’ordine, personale della protezione civile, volontari.
 
 Francesco Moraglia, patriarca