via Salvore, 1 - 30174 Mestre (Venezia) - Tel. 041.912.314 santabarbaramestre@gmail.com 
Orari SS.Messe: Domenica e festivi ore 8.30 -  10,00 - 11,15 - 18.30.  - Feriali ore 8,30 e 18.30. Vespro ore 18,15.

DOMENICA 8, DON DANILO CI SALUTA

(8/9/19) Non ne aveva fatto parola e forse non ne avrebbe parlato nemmeno durante le formule finali "altrimenti mi commuovo", ma un saluto e un grazie a don Danilo - il sacerdote salesiano che molte volte ha collaborato con noi e che a giorni lascerà la nostra Parrocchia per altro incarico -  abbiamo voluto tributarglielo lo stesso oggi, durante la sua ultima Messa con noi. "Tanto siamo sempre insieme, voi qui e io altrove", ha detto. "Pregate per me, e per i Vostri Sacerdoti."  

LECTIO DIVINA: LEGGIAMO IL VANGELO

Alle 20,45 di ogni mercoledì la Parrocchia propone un incontro di lectio divina alla scoperta delle letture del Vangelo della domenica successiva, commentato e analizzato in modo guidato per scoprirne assieme i significati, le ripercussioni sulle nostre vite. Gli incontri continuano per tutta l'estate. 

NELLE SERE D'ESTATE? PATRONATO APERTO!

Al giovedì sera, dalle 20 alle 23, viene tenuto aperto il Patronato nell'inconsueta versione serale: un esperimento già fatto con successo negli anni scorsi, ben frequentato da giovani e famiglie che trovano in questo momento di incontro anche un sollievo contro la calura estiva. Non mancano "sorprese" a base di anguria e minitornei di calcetto, pallavolo, basket.

DON VALTER PERINI NUOVO PARROCO DI S.BARBARA

Come reso noto nella serata di sabato 22 Giugno dal Patriarcato di Venezia e dal settimanale “Gente Veneta” (ma ufficializzato già la sera del venerdì dal Vicario Episcopale, don Daniele Memo, al Consiglio Pastorale) il Patriarca Moraglia ha nominato don Valter Perini nuovo Parroco della nostra Comunità. Sostituisce ed affianca don Guido Scattolin, cui è stato assegnato il ruolo di Parroco emerito. Don Valter (61 anni, sacerdote da 37) è già ben inserito nella nostra Parrocchia, al cui lavoro e fervore si è appassionato nei sedici mesi trascorsi nelle vesti di coadiutore di don Guido durante la sua malattia. Il nuovo Parroco ha ricoperto in passato prestigiosi incarichi, oggi lascia quelli di responsabile dell’Ufficio Catechistico diocesano e e di Direttore della Scuola Teologica San Marco Evangelista. Don Valter è il quarto Pastore cui la Chiesa veneziana affida la cura della nostra realtà, settima parrocchia della Diocesi per numero di abitanti. Il passaggio effettivo delle consegne tra i due sacerdoti avverrà nelle prossime settimane. A nome di tutta la Comunità ringraziamo il Patriarca Francesco per questa decisione e i nostri due eccellenti Pastori: sia per quanto hanno fatto che per quanto sapranno fare. A loro le nostre preghiere e i migliori auguri per i nuovi incarichi!

SCUOLA MATERNA: PRECISAZIONE SU NOTIZIE ERRATE RIPORTATE DALLA STAMPA LOCALE.

(2.6.2019) Alcune testate di informazione locale hanno riportato in questi giorni la notizia della chiusura della scuola materna veneziana intitolata a Bartolomea Capitanio, riportando peró (erroneamente) la foto della nostra scuola materna. 

Desideriamo pertanto rassicurare i lettori e le famiglie che la nostra Scuola materna Parrocchiale “S.Bartolomea Capitanio” di Mestre non è coinvolta in alcuna decisione di chiusura nè è previsto alcun ridimensionamento delle attivitàLa nostra redazione ha fatto presente il refuso alle testate e ringraziamo per la rettifica, prontamente avvenuta da parte di tutte loro, delle notizie inesatte. 

COMMEMORAZIONE DI DON ETTORE FUIN

(25.8.19) Domenica scorsa, nel corso della S.Messa festiva delle 8,30, ci siamo raccolti in preghiera per commemorare don Ettore Fuin, fondatore e primo parroco di S.Barbara, del quale ricorre il 18º anniversario dalla scomparsa avvenuta nel 2001, a 79 anni. Alla figura di don Ettore è stata dedicata nel Maggio scorso, grazie all’Amministrazione Comunale e su richiesta di centinaia di cittadini, la nuova strada che collega le vie Perlan e Mattuglie. Un’ampia sezione biografica è presente nel libro “Non Nobis Domine”, edito nel 2015 in occasione dei 60 anni della Comunità: il libro è potete consultabile on line e potete richiederne una copia in Parrocchia.  Cliccando su questo link potrete scaricare la versione pdf del libro (37 Mb).

GREST 2019, ARRIVEDERCI

(25.6.2019) Anche il Grest 2019 di Santa Barbara viene consegnato ai ricordi dopo tre settimane intense e bellissime, la divertente festa finale di giovedì e la gita conclusiva di venerdì ad Aquafollie (il parco acquatico di Caorle). Oggi le stanze del patronato sono un.. simpatico disastro di scatole colorate, pennelli, pezzi di stoffa e cartone, fogli e cartelli. Puliremo e sistemeremo con calma: per oggi si godranno - come tutti noi e tutti Voi - un po’ di riposo. Animatori e operatori si sono spremuti senza parsimonia e in spirito di servizio per regalare amore, attenzione, gioia, senza aspettare premi o ringraziamenti. Che invece sono arrivati: la Vostra riconoscenza, la luce allegra negli occhi dei ragazzi, la certezza che in quei cuori possa germogliare qualcosa di buono. Il Grest è una dimostrazione di fede, la certezza di quanto possa fare l’amore verso il prossimo. Di cuore un grazie a tutti coloro che hanno lavorato - spesso dietro le quinte - a questo progetto, un abbraccio e una preghiera per Tutti. Felice estate.

LUNEDI’ 27 MAGGIO: INAUGURAZIONE DI “VIA DON ETTORE FUIN”

(27.5.2019) Come molti lettori ricorderanno, il 9 Gennaio 2018 il Comune di Venezia (a seguito di una proposta sostenuta da centinaia di firme) ha deliberato di intitolare al primo parroco della nostra Comunità la nuova via del quartiere (già percorribile da alcuni giorni) che collega le vie Mattuglie e Perlan. Siamo pertanto lieti di annunciare che “via Don Ettore Fuin” verrà ufficialmente inaugurata Lunedì 27 Maggio alle 10,30 con una breve cerimonia alla presenza delle Autorità Comunali e di una delegazione parrocchiale alla quale speriamo vogliate unirvi numerosi. Con l’occasione, ringraziamo tutti coloro che - nella Comunità Parrocchiale e nel Governo cittadino - si sono attivati per questo bel gesto di riconoscenza verso don Ettore: fu il fondatore della nostra Parrocchia, della scuola materna, delle aule scolastiche (allora inesistenti), del patronato. Un instancabile ed ancora oggi - dopo 18 anni dalla sua scomparsa - indimenticato motore di quelli che sarebbero poi diventati il nostro quartiere e la nostra Comunità.

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Responsabile redazione: Francesco Dal Corso 
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IL VANGELO DI DOMENICA 1 SETTEMBRE

"CI SARA' GIOIA IN CIELO PER UN SOLO PECCATORE CHE SI CONVERTE" (Luca, 15,1-32)

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte». Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto. Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”».

“Si avvicinarono a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: Costui riceve i peccatori e mangia con loro. Allora egli disse loro questa parabola...” (Lc 15,1-2).
A un uditorio di mormoratori Gesù racconta le tre parabole dei perduti ritrovati. Quale nuova idea di Dio ci rivelano? Tra tutte le parabole sono indubbiamente le più sconvolgenti perché ci insegnano anzitutto che Dio si interessa di ciò che è perduto e che prova grande gioia per il ritrovamento di ciò che è perduto. Inoltre, Dio affronta le critiche per stare dalla parte del perduto: il padre affronta l’ira del figlio maggiore con amore, con pace, senza scusarsi. Gesù affronta le critiche fino a farsi calunniare, critiche che si riproducono continuamente e quasi infallibilmente. Perché tutte le volte che la Chiesa si ripropone l’immagine di Dio che cerca i perduti, nasce il disagio. E ancora, Dio si interessa anche di un solo perduto. Le parabole della pecorella perduta e della donna che fatica tanto per una sola dramma perduta, hanno del paradossale per indicare il mistero di Dio che si interessa anche di uno solo perduto, insignificante, privo di valore, da cui non c’è niente di buono da ricavare. Ciò non significa evidentemente che dobbiamo trascurare i tanti, però è un’immagine iperbolica dell’incomprensibile amore del Signore. Per questo l’etica cristiana arriva a vertici molto esigenti, che non sempre comprendiamo perché non riusciamo a farci un’idea precisa della dignità assoluta dell’uomo in ogni fase e condizione della sua vita (da Perché Gesù parlava in parabole , EDB-EMI 1985, pp. 125ss e "Lachiesa.it")

CRESCE "PROGETTO GEMMA", 45 VITE.. E UN GRAZIE A TUTTI

"La giornata della vita che come consuetudine la Chiesa celebra la prima domenica di febbraio, ha visto la nostra comunità partecipare in modo attivo alla vendita delle primule. La cifra raccolta di € 800,00 è stata consegnata ai responsabili del Centro Aiuto Vita di Mestre – Via Altobello. Al loro sincero grazie si unisce anche quello del nostro parroco Don Guido e mio in qualità di responsabile di tale progetto. Colgo l’occasione per informarvi sulle ultime richieste inviate a Milano per cui ci sono stati affidati due nuovi Progetti Gemma. Un progetto è iniziato a Novembre ed è destinato ad una mamma di Canicattì (Agrigento); avremo notizie della nascita presumibilmente verso maggio-giugno. L’altro progetto è legato ad una mamma di Frattaminore (Benevento). La signora, già mamma di tre figli di cui l’ultimo di appena un anno, e in precarie condizioni economiche, è stata a lungo dibattuta nell’accettare o meno questa nuova gravidanza. Determinante è stato il sostegno morale del C.A.V. di Benevento che opera nell’ospedale dove avrebbe dovuto abortire. Il Signore si serve di queste persone che prestano il loro tempo, le loro energie e il loro amore per questo compito così importante a favore della vita. A noi è chiesto di pregare per loro perché il Signore metta sulle loro labbra le parole giuste che tocchino il cuore di queste mamme coraggiose che pur nella difficoltà sanno accogliere la nuova vita con amore. Importante è anche il nostro aiuto economico che sotto la forma di una piccola risorsa in più può essere determinante per un SI’. Aggiungo ancora che stiamo attendendo l’assegnazione di un nuovo Progetto Gemma da Milano che sarà il quarantacinquesimo. Ringrazio quanti generosamente contribuiscono alla nostra raccolta mensile e spero che il Signore ci faccia crescere di numero perché l’esistenza di una persona è sempre e comunque un bene anzi è il “BENE” perché prima che nel grembo materno è concepita nel cuore di Dio." 
Sandra Morsucci Lucentini - Responsabile Parrocchiale di "Progetto Gemma"

LA PRIVACY, I DATI SENSIBILI E IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO

Iil 25 Maggio, è entrato in vigore il GDPR, cioè il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. In pratica, nessuno potrà trattare in alcun modo i nostri dati senza prima aver ottenuto il nostro consenso. Chiunque dovrà spiegarci in modo chiaro cosa vuole farne e per quanto tempo intende conservarne copia. Sia un social network, un sito tramite il quale prenotare un visita medica o un portale di commercio elettronico. 

E' bene sapere che anche il proprio credo religioso è un "dato sensibile" e per questo desideriamo chiarire: nè il sito nè l'archivio di Santa Barbara raccolgono alcuna informazione riguardo all'identità di coloro che accedono al sito. Allo stesso modo, tutte le comunicazioni di posta elettronica sino ad oggi inviate al nostro indirizzo sono state cancellate perchè non abbiamo alcun motivo di trattenerle, Anche la parte relativa ai "cookies" (ovvero: i piccoli files di sistema, del provider del sito o degli esterni di cui pubblichiamo collegamenti, ad esempio i video su youtube) è stata aggiornata in modo da essere coerente alla nuova normativa. Per chi desidera approfondire la normativa, in questo link riportiamo la normativa completa, Per ulteriori informazioni scriveteci all'indirizzo redazioneweb@parrocchiasantabarbara.net.

VITA PARROCCHIALE E DELLA COLLABORAZIONE PASTORALE

SCUOLA MATERNA: LA FESTA DELLO SPORT

Meravigliosi sguardi curiosi, braccia e gambe scattanti, vocine festanti ed agitate. La nostra scuola materna ha ospitato, giovedì 7 Marzo, la festa dello Sport per le Materne della Collaborazione, con il patrocinio del Ministero per l'Istruzione e la Ricerca (MIUR) e l'occhio attento delle istituzioni locali, cui abbiamo mostrato i nostri ragazzi in azione. Per i ragazzi una bella occasione di stare bene... non solo grazie al movimento (che è salute a tutte le età, ed è bene impararlo da piccoli, abituandosi a renderlo pratica quotidiana!) ma anche condividendo un pranzo, un gioco, un esercizio, una giornata ballando, tirando a canestro, perfino sudando. Ci divertiamo all'idea di tutti questi bimbi che tornano a casa: le mamme spaventate esclamano "ma sei tutto sudato!" E loro, felici e rubicondi, esclamano: "si, ma mi sono divertito un sacco, con le corse.." e il nostro grazie, come sempre, va a tutti coloro (insegnanti, animatori, collaboratori) che rendono possibili questi momenti col loro lavoro, la loro pazienza. E per finire, una precisazione doverosa: nelle foto compaiono dei bambini grazie ai loro genitori che hanno preventivamente autorizzato la diffusione di immagini con i loro figli in un momento di gioia, assieme ad altri bambini. Non scontato, ma grazie anche a loro, per averne compreso il valore.

GIOVANI DELLA COLLABORAZIONE: MARTEDI' LA "CENA CON DELITTO"

Martedì sera, in occasione della chiusura del Carnevale, la Collaborazione ha organizzato una divertente "Cena con Delitto" intitolata "La notte degli Oscar". L'originale evento ha visto protagonisti, nelle vesti di.. novelli Sherlock Holmes, un'ottantina di giovani delle superiori ed università, appartenenti alle tre Parrocchie: non avendone potuto dare notizia, rimediamo con queste foto (cliccatele per ingrandirle) e con il racconto che ci ha gentilmente fatto avere Gaia Valent. Teatro del crimine.. pardon: del divertente evento, la sala teatro del Patronato "Frassati" di Gazzera. Tra una portata e l'altra della cena sono così apparse alcune scene, ognuna carica di mistero e di indizi rivelatori (non sempre semplicissimi..) che hanno aiutato i novelli investigatori - divisi per tavolate - a scoprire l'immancabile assassino, il movente e le modalità del crimine. Il gruppo dei "Vice" in foto ha risolto il caso e si è aggiudicato il premio. Una serata talmente bella e riuscita che, a breve, verrà riproposta anche per i gruppi degli adulti! Grazie ai ragazzi.. per la loro attenta ed allegra partecipazione! 

SANTA BARBARA, FESTA DI COMUNITA’ (dal servizio della nostra Redazione per "Gente Veneta")

Una settimana molto impegnativa ma anche di soddisfazioni impreviste per le oltre seimila famiglie che popolano la Parrocchia di Santa Barbara: quella principale è la soddisfazione per la riuscita, decisamente oltre ogni aspettativa, delle molte iniziative che hanno composto la Festa Patronale della Comunità, ricorrenza caduta Martedì 4 ma iniziata diversi giorni fa. Così, già sabato interesse e grande viavai per la Mostra Mercato dei lavori artigianali, primo paradiso del cuore e testimonianza di laboriosità: immaginate un gruppo di operose signore dalla manualità eccezionale, intente per dodici mesi a confezionare sciarpe, centri tavola, lavori a maglia, quadri, soprammobili, ma anche confetture, liquori e rosoli deliziosi, dolci.. tutto per la Parrocchia e per le persone che la frequentano. Immaginate anche gli occhi di queste signore – alcune non giovanissime ma ugualmente super veloci e superbrave – intente a lavorare aspettando di poter vedere i volti felici e meravigliati dei visitatori ed acquirenti e poter stringere loro le mani ringraziando, con modestia ma con grande amore per la Comunità, il tempo e il buon Dio per questo privilegio: fare qualcosa di utile, lasciare un segno del proprio amore. La Mostra, sempre affollata, chiuderà il 9 Dicembre. Domenica 2, nel pomeriggio, la gioia di vedere arrivare tanti ragazzi e bambini per “Santa Barbara e i simboli perduti” è toccata al gruppo di animazione dei giovani, che ha sudato le proverbiali sette camicie per fare in modo che tutti i partecipanti ai giochi si potessero divertire, e così è stato: scopo delle missioni era difendere Santa Barbara (indossando anche i suoi panni) e aiutarla a ritrovarne i simboli: la spada, la torre, la palma. Un percorso molto fantasioso ma anche istruttivo, molto gradito ai ragazzi e nato dall’esperienza fatta nei Grest. Il pomeriggio ha coinvolto anche i genitori con la tradizionale castagnata con Vin Brulè, serviti a volontà e… finiti nonostante le scorte, tanta è stata la partecipazione.  

Il momento della solennità è arrivato Martedì 4, in occasione della ricorrenza di Santa Barbara, grazie alle due celebrazioni liturgiche a Lei dedicata: nel pomeriggio quella per la scuola materna e – alle 19 - la S.Messa solenne, molto sentita e che ancora una volta ha riempito la pur capiente chiesa, la cui facciata è stata in questi giorni resa più festosa dall’installazione degli addobbi natalizi. A presiedere la celebrazione è stato chiamato il Vicario del Patriarca don Daniele Memo, che anche durante l’omelia ha ricordato con affetto la sua infanzia e la sua crescita spirituale proprio in questa comunità, alla quale è quindi profondamente legato. Con lui hanno concelebrato i tre parroci della Collaborazione don Guido Scattolin, don Ottavio Trevisanato (Gazzera) e don Marco Scaggiante (Asseggiano), Padre Elio, Superiore della Comunità dei Cappuccini di Mestre, don Valter Perini (che sta aiutando don Guido durante il periodo di convalescenza) e don Danilo. La conclusione della cerimonia è stata affidata da un toccante messaggio di ringraziamento di don Guido Scattolin, alla Comunità, alle rappresentanze d’Arma delle Marinerie, Carabinieri e Vigili del Fuoco (presenti con i loro vessilli e picchetti d’onore) e alle autorità civili presenti. Don Guido ha consegnato a don Daniele Memo una preziosa icona di Santa Barbara, opera dell’argentiere Luciano Brollo.  Festa pienamente riuscita: l’ultimo atto, prima di tornare ad immergersi nel tempo di Avvento, è stato l'incontro col giornalista e scrittore Alberto Friso, autore del romanzo "Il cielo sotto le pietre") che ha raccontato il percorso fantastico tra archeologia e Fede dedicato alla figura di Padre Piccirillo, il Francescano archeologo in Terrasanta e Medio Oriente mancato nel 2008, noto anche con lo pseudonimo de "l'archeologo di Dio". Un incontro appassionante, ad alta concentrazione di contenuti e di riflessioni religiose. Ci permettiamo un ringraziamento ed un abbraccio particolare ad Alberto, che non ha voluto mancare a questo incontro nonostante, proprio poche ore prima di incontrarci, abbia avuto la triste notizia della chiusura della testata "Il Messaggero di S.Antonio" del quale "è" caporedattore.

I "SIMBOLI PERDUTI", L'ALLEGRIA RITROVATA

“Santa Barbara e i simboli perduti” era il titolo del gioco di animazione che domenica pomeriggio ha tenuto impegnati, fino al momento della tradizionale castagnata, i bambini e i ragazzi della Parrocchia tra percorsi a ostacoli, prove di abilità, duelli.. tutto a suon di musica ed allegria. Volete sapere cos'è successo? Ecco: proprio mentre si stava dirigendo verso la nostra Parrocchia per la sua festa, Santa Barbara si è imbattuta in sei pericolosi e malvagi briganti ed è stata derubata dei suoi simboli: la Torre, la Palma e la Spada! Un modo per conoscere meglio la storia della nostra Patrona, divertendosi. Il difficile era tirarsi indietro, soprattutto avendo l’opportunità di.. aiutare Santa Barbara in persona a ritrovare i suoi simboli! Alla fine, la tradizionale castagnata, accompagnati da un vin brulè che gli intenditori hanno definito "eccellente", quindi sembra sia piaciuto! Complimenti al gruppo di animazione per il divertente pomeriggio... e grazie a Marzia Gaggio per queste belle foto.

SABATO 1 DICEMBRE: LA MOSTRA MERCATO, INCANTO DEL TEMPO BUONO

"Eh, ciò.. e giovani no e ga proprio passiensa. Mi so preoccupada, perchè se gnente ghe vien insegnà, gnente e savarà far. Che e vegna qua, ghe insegnemo fin che e voe!"  Ti immagini uno sguardo severo dietro a uno spesso paio di occhiali, due zigomi consumati e percorsi da pieghe d'esperienza che solo i superficiali chiamano rughe, e invece no. Gianna (non diremo mai il vero nome) ha ancora "tutte le sue diottrie" e la voce è allegra, le mani ferme e veloci che stanno confezionando l'ennesimo qualcosa che anche quest'anno andrà a ruba nel mercatino di Santa Barbara. Le chiamiamo "le Signore della Parrocchia" e sappiamo che sono un motore potente e silenzioso della nostra Comunità: generose e presenti, laboriose e bravissime. Gianna ce lo dice tutti gli anni: molti di questi lavori (ricamare, fare a maglia, cucire, assemblare stoffe, fare dolci e liquori, dipingere, confezionare...) si stanno perdendo perchè le loro figlie (e, oggi, le loro nipoti) non hanno più il tempo e forse la voglia di sedersi ad imparare. Così queste opere uniche, questi centri tavola, composizioni, trapunte in cui ci sono centinaia di ore di ostinazione e di bellezza diventano delle rarità, dei pezzi unici: la bontà di regalare il proprio tempo è una virtù introvabile, perchè il tempo oggi non siamo più capaci di trascorrerlo impegnandoci, lo vogliamo divorare, vivere. Questi oggetti e questa mostra, invece, ci insegnano proprio a dedicare il proprio tempo agli altri: non solo immaginando l'oggetto, ma immaginando la gioia di chi lo ospiterà in casa propria, ripensando al lavoro che c'è dietro. Ogni oggetto ha un'anima e, vista la finalità di aiutare la Parrocchia, ogni gesto è davvero una preghiera, un pezzo di vita regalata da queste bellissime Signore al loro prossimo, che vedranno di sfuggita aggirarsi nella stanza, desiderare questo o quell'oggetto, fare l'offerta e via. Non lasciamoci scappare questa bellezza: non tanto la bellezza degli oggetti, quanto la bellezza di guardarli, sbirciare lo sguardo giustamente compiaciuto di chi lo ha lungamente creato, fare amicizia con queste autentiche Maestre della pazienza, della bontà. La Mostra Mercato resterà aperta fino al 9 Dicembre. Le Signore.. Si, vi aspettano. Anche se non comprate nulla, fate un salto. Le farete felici.  

ED ECCOLE, LE "SIGNORE DELLA MOSTRA!"

Come abbiamo già scritto e come sapete, con Domenica 9 Dicembre si è conclusa la Mostra Mercato annuale, appuntamento fisso e atto di apertura e chiusura della Festa di S.Barbara. E anche quest'anno, come abbiamo già raccontato (vedi gli altri articoli in questa pagina) è andata benissimo! Onestamente non ci è stato possibile mostrare tutti gli oggetti che, pur essendo andati letteralmente a ruba, domenica erano ancora.. tantissimi. Ma una cosa ci sentivamo di mostrarvela: sono gli adorabili volti sorridenti di alcune delle care Signore che, a questa mostra, ci hanno lavorato e non solo in questi 9 giorni, ma... un anno intero: a preparare oggetti, ad allestire gli spazi della pur capiente sala, a invogliare ogni visitatore - con garbo ma con la loro meravigliosa e grintosa ironia, mai insistente - a scegliere un oggetto, a soddisfare curiosità, raccontando tutto il lavoro e la bellezza di ciascuna delle vere opere che hanno fatto fatica a starci nella sala, da quante erano. Care Signore, come ringraziarvi ancora per quanto ogni anno ci sapete proporre? Come contraccambiare il Vostro caro sorriso se non con una promessa di esserci, l'anno prossimo, con ancora più passione e - da parte nostra - con ancora maggiore ammirazione per il tempo e il valore che regalate alla Comunità per ringraziare il Signore dell'abilità che Vi ha messo nelle mani? Noi speriamo che la Comunità apprezzi, e idealmente Vi mandiamo un forte e riconoscente abbraccio da parte di tutti noi!

SANTA BARBARA E LA SACRA SCRITTURA il commento di don Valter Perini per la festa della nostra Comunità

Nella leggendaria storia del suo martirio, scritta in greco, si racconta che Barbara fosse una ragazza bellissima, ed essendo orfana di madre, suo padre, che viaggiava molto per il commercio e gli impegni politici, per difenderla dai molti corteggiatori, l’aveva rinchiusa in una torre con due alte finestre. Barbara cercava di occupare il tempo leggendo libri. Scoprì così le Sacre Scritture. Si innamorò di Cristo  e non potendo frequentare la comunità cristiana si battezzò da sola e un angelo, sempre secondo la leggenda,  le portò nella torre il pane eucaristico. Quando il padre, Dioscuro, seppe della conversione di sua figlia al cristianesimo – religione che egli considerava degli schiavi – di fronte ai ripetuti rifiuti di Barbara di abbandonare Cristo,  accecato dall’ira, la uccise con le sue mani. S. Barbara, che è giunta alla fede leggendo da sola le Sacre Scritture, è un esempio per  la nostra comunità a riscoprire la Parola di Dio. Sarebbe davvero bello che ognuno di noi, dai più piccoli ai più grandi, potesse dire col salmista: “Lampada per i miei passi e la tua Parola, luce sul mio cammino” (Sal 118). San Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica al termine del Grande Giubileo dell’Anno 2000, Novo millennio ineunte, scrive: “La contemplazione del volto di Cristo non può non ispirarsi a quanto di lui ci dice la sacra scrittura che è, da capo a fondo, attraversata dal suo mistero, oscuratamente additato nell’Antico Testamento, pienamente rivelato nel Nuovo, al punto che san Girolamo sentenzia con vigore: “L’ignoranza delle Scritture è ignoranza di Cristo stesso”.  Per questa  ragione, scrive papa Francesco, “lo studio della Sacra Scrittura dev’essere una porta aperta a tutti i credenti. È fondamentale che la Parola rivelata fecondi radicalmente la catechesi e tutti gli sforzi per trasmettere la fede. L’evangelizzazione richiede la familiarità con la Parola di Dio e questo esige che le diocesi, le parrocchie e tutte le aggregazioni cattoliche propongano uno studio serio e perseverante della Bibbia, come pure ne promuovano la lettura orante personale e comunitaria. Noi non cerchiamo brancolando nel buio, né dobbiamo attendere che Dio ci rivolga la parola, perché realmente «Dio ha parlato, non è più il grande sconosciuto, ma ha mostrato se stesso». Accogliamo il sublime tesoro della Parola rivelata. [Evangelii  gaudium nn 174-175]. Così, fecondata dalla Parola di Dio, la nostra comunità parrocchiale diventerà ogni giorno di più una lieta novella per tutti, una speranza che li riguarda, una risposta a domande che essi da sempre di nascosto si sono poste, un’oasi di misericordia.
don Valter 

DON GIORNO FEDALTO, 60 ANNI DI SACERDOZIO

Don Giorgio è, ed è sempre stato, una persona riservata, di grande cultura. Essendo ascritto alla nostra Comunità da ben 55 anni, è facile per molti adulti che hanno frequentato la nostra comunità ricordarlo mentre preparava le omelie in lunghe passeggiate in Patronato, il passo lento e solenne e il viso immerso nelle Scritture, oppure affiancare don Ettore e i suoi successori nella S.Messa, nelle confessioni, nella vita di una Parrocchia che ha sempre richiesto molte energie pastorali che ha speso con noi, e ancora continua a spendere oggi, a 88 anni, dedicandosi alle S.Messe serali, alle confessioni. Lo si ascolta parlare e si capisce che la mente è più che mai vigile, lucida, prolifica di pensieri e riflessioni di fede. Il primo pensiero che gli dobbiamo, quindi, è di riconoscenza: a maggior ragione perchè il primo novembre don Giorgio Fedalto ha compiuto sessant'anni di sacerdozio, festeggiati nella Parrocchia di Gazzera, dove venne ordinato presbitero per mano di Monsignor Olivotti (chiamato a sostituire il Patriarca Roncalli, appena divenuto papa Giovanni XXIII). Laureato in giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, Don Giorgio continuerà gli studi teologici alla Gregoriana a Roma, dove si laureerà in Teologia due anni dopo il sacerdozio, quando viene assegnato alla Gazzera come cappellano dell'allora parroco don Giovanni Fattore. Al suo attivo oltre 200 pubblicazioni e cento tesi di laurea preparate e discusse per i suoi corsisti. In molti, anche della nostra Parrocchia, si sono uniti alle preghiere e a questa cerimonia, seguita da un rinfresco. Grazie, don Giorgio, da parte di tutti noi.

DON GIORGIO FEDALTO: 60 ANNI DI SACERDOZIO, UN  RACCONTO PER "GENTE VENETA"

Nel ripercorrere i 60 anni di ministero presbiterale di don Giorgio Fedalto è necessario affrontare un viaggio nella storia culturale, politica ed ecclesiale del nostro Paese dal dopoguerra ad oggi, stando attenti a non perdersi nella ricchezza dei suoi percorsi. Don Giorgio nasce a Mestre il 20 luglio del 1930 in una casa vicina al passaggio a livello della Gazzera, a pochi passi da quella dove adesso risiede, in una famiglia di dieci figli. Il percorso di studi che lo porta all’ordinazione presbiterale è particolare, diverso da tutti gli altri. Frequenta il liceo al Cavanis: ricorda ancora quando il 15 luglio del ’48 riuscì a raggiungere fortunosamente il Foscarini, sempre a Venezia, per sostenere le prove degli esami di maturità, a causa del ponte bloccato da soldati e mezzi militari per il rischio di guerra civile a seguito dell’attentato a Togliatti del giorno prima. «La guerra ha molto inciso su di me – racconta don Giorgio – nel ’44 siamo scappati dalla casa dove abitavamo in quel periodo a Mogliano, dove ho frequentato il ginnasio dai Salesiani». Ecco perché il giovane Giorgio, che fu anche presidente dell’Azione Cattolica alla Gazzera, sente forte «la vocazione a un impegno in campo sociale e politico per la pace: l’impegno politico faceva parte della fede, anche per contrastare il rischio del comunismo, che per il suo ateismo era visto come un pericolo soprattutto religioso». Da qui nasce l’iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, dove nel ’53 si laurea e conosce oltre a padre Gemelli anche personaggi come Dossetti, Lazzati, Fanfani. Ma visto che «la vocazione è come il labirinto, in cui si segue un filo», su indicazione del suo padre spirituale decide di entrare in seminario a Milano, dove è residente. L’influsso delle missioni popolari del pensionato “Cardinal Ferrari” e una pleurite, contratta nei quindici giorni di permanenza nel freddo seminario milanese, diventano segno di questo filo conduttore nel labirinto della sua vita: dopo mesi di convalescenza a casa, nell’estate del ‘55 il Patriarca Roncalli «mi mandò a studiare e a formarmi a Roma all’Almo Collegio Capranica, dove sono stato compagno di Ruini e di tanti altri, che sono diventati cardinali o personaggi importanti della Chiesa». L’ordinazione diaconale del 20 settembre del ‘58 avvenne per mano del patriarca Roncalli, che però non poté dar seguito a quella presbiterale nella chiesa della Gazzera, programmata per il successivo 1° novembre, perché il 28 ottobre venne eletto Papa. E la prima preoccupazione, appena eletto papa, di Giovanni XXIII fu di inviare subito un telegramma a don Giorgio Fedalto per la sua ordinazione sacerdotale, augurandogli «larga effusione grazie lumi aiuti celesti per fervido fecondo sereno ministero sacerdotale mentre di gran cuore lo benedice e concedegli implorata facoltà impartire benedizione papale con indulgenza plenaria». Ordinato sacerdote da monsignor Giuseppe Olivotti, don Giorgio continua gli studi teologici alla Gregoriana a Roma, dove si laurea in Teologia due anni dopo, quando viene assegnato alla Gazzera come cappellano del parroco don Giovanni Fattore. Di questi 60 anni di ministero pastorale don Giorgio ne ha vissuto ben 55 come ascritto nella parrocchia di Santa Barbara, dove continua ancora adesso a confessare e a celebrare messa ogni sera e la domenica.

Molto più complesso, invece, il suo cammino di studioso, docente e scrittore, di cui un segno tangibile è l’immensa biblioteca che si snoda per tutte le stanze della sua abitazione. Perfino il caminetto in salotto è diventato libreria per le oltre cento tesi di laurea di cui è stato relatore per i suoi studenti di Storia del Cristianesimo, di cui per quasi 40 anni è stato docente all’Università di Padova. Dopo la prima laurea alla Gregoriana sul tema teologico del “Filioque” (termine latino che significa “e dal Figlio” e si riferisce alla diatriba teologica della professione di fede), don Giorgio cambia «filone di interesse» e studia «le ragioni storiche per le quali le Chiese Ortodossa e Cattolica si sono divise». Un argomento, questo, diventato “l’obiettivo principale” del sacerdote e studioso Fedalto, centro di molte delle sue pubblicazioni, oltre 200, in cui si rischia di perdersi. All’interno di questo «obbiettivo principale, che è l’unione delle Chiese sul piano del cammino storico più che su quello teologico del Filioque, che è una strada senza uscita», si comprendono anche le motivazioni che lo hanno portato alle lunghe ricerche archivistiche, per poter scrivere i tre grossi volumi della “Hierarchia Ecclesiastica Orientalis”, una raccolta unica al mondo di documentazione storica di tutte le chiese orientali non cattoliche. Sacerdote e studioso veneziano, forse più conosciuto fuori dalla sua città, rivela l’attenzione e l’interesse per la propria città nell’ultimo libro scritto, a ben 88 anni, insieme a Renato D’Antiga: “Venezia quasi un’altra Bisanzio”. «Mia madre odiava i libri, – dice don Giorgio – mio padre era di una famiglia contadina, ho ereditato da uno zio la passione per lo studio e la ricerca della verità. Non bisogna fermarsi a quello che si è imparato, ma progredire sempre nei cambiamenti del proprio tempo in continuità con la Tradizione, come sta facendo papa Francesco». Gino Cintolo (da "Gente Veneta" nr. 28, per gentile concessione)

DON DANIELE MEMO VICARIO PER LA PASTORALE

È don Daniele Memo,  vocazione nata e cresciuta nella nostra Parrocchia,  il nuovo Vicario episcopale per la Pastorale, nominato dal Patriarca Francesco Moraglia. don Daniele (51 anni, sacerdote diocesano dal 1992) lascia il compito di parroco delle comunità litoranee di Cavallino (S. Maria Elisabetta) e Ca’ Vio (Sacro Cuore di Gesù).In queste comunità don Daniele ha curato con convinzione la nascita e lo sviluppo della collaborazione pastorale con le vicine parrocchie di Treporti e Ca’ Savio; in precedenza è stato anche parroco in terraferma, nella vicina Zelarino. Subentra nell’incarico svolto durante l’ultimo quinquennio da don Danilo Barlese che, nei giorni scorsi, il Patriarca ha già designato parroco della Collaborazione pastorale di Caorle. Come Vicario episcopale per la pastorale si occuperà, quindi, del “cuore” della missione e della vita stessa della Chiesa, universale e particolare: annunciare e portare a tutti il Vangelo (la buona notizia di salvezza) di Gesù Cristo. Un augurio sincero di buon lavoro a don Daniele! 

In questi giorni sono comunque molte le nomine di nuovi parroci e - a richiesta di alcuni Parrocchiani - le riepiloghiami: Mons. Dino Pistolato (51 anni) assumerà le cure della Parrocchia di S. Giovanni Battista a Gambarare di Mira e Delegato della cura pastorale degli Istituti di vita claustrale (con facoltà di accedere alla clausura). Mons. Pistolato lascia quindi gli altri incarichi sin qui ricoperti. In precedenza, per ben 22 anni, aveva diretto la Caritas veneziana. Il nuovo parroco di Cavallino e Ca’ Vio sarà don Fabio Miotto (40 anni), sacerdote dal 2006 e già vicario parrocchiale a Jesolo Paese; il mestrino don Francesco Andrighetti (26 anni), di Mestre, ordinato sacerdote il 23 giugno scorso è stato poi designato Vicario parrocchiale nella Collaborazione pastorale di Jesolo Paese, Passarella e Cortellazzo. Don Giuseppe Simoni diventerà è stato infine nominato parroco di S. Pietro Apostolo e S. Andrea Apostolo a Favaro Veneto. Don Giuseppe era sinora vicario foraneo di Caorle ed ha guidato in questi anni le parrocchie di Croce Gloriosa (distribuita nei territori dei comuni di Caorle ed Eraclea) e di Ca’ Corniani di Caorle. E' stato parroco anche ad Asseggiano, dal '98 al 2008.

IL CUORE GRANDE DELLA NOSTRA COMUNITA': i messaggi arrivati per la convalescenza di don Guido sulla pagina Facebook 

Il nostro Parroco, come sapete, sta osservando un periodo di convalescenza, durante la quale gli è stato prescritto massimo riposo (quindi, almeno per il momento, deve evitare visite e telefonate). Moltissimi di Voi hanno voluto inviargli un messaggio tramite la pagina Facebook della Parrocchia. Oggi desideriamo non solo aggiornarvi sui suoi progressi ed incoraggianti miglioramenti (anche se la convalescenza sarà ancora lunga), ma desideriamo ringraziare Voi tutti per l'affetto con con avete circondato don Guido di bellissimi messaggi. Abbiamo così deciso di pubblicarli perchè ci sembrano una testimonianza bellissima dell'amore che Dio ha voluto infondere in tutti Voi per dare forza al nostro Parroco: siamo certi che la convalescenza di don Guido sarà più efficace.. proprio grazie al Vostro slancio e alle Vostre Preghiere. Certi di interpretare il pensiero di don Guido, rivolgiamo a tutti Voi che gli avete scritto o che lo avere visitato un grandissimo grazie. Un ringraziamento speciale lo rivolgiamo a don Valter, che sentiamo ogni domenica stupito del calore con il quale è stato accolto nella nostra Comunità alla quale sta dando molto senza risparmiarsi. Grazie.
 
Elisabetta Cinao: "Auguri di pronta guarigione siamo felici per la bella notizia..... don Guido sei una forza ....ti aspettiamo quanto prima tra noi! Giuseppe Gloria Elisa e Salvatore". Jackie Rodriguez: "Siamo felici che tutto sia andato per il meglio. Tanti auguri di buona guarigione, Don Guido!" Sandra Zottino: "Sei sempre nelle nostre preghiere, auguri di pronta guarigione dal chierichetto Roberto e famiglia". Enrica Kraul: "Forza don Guido ti aspettiamo presto!! Enrica Mauro Matilde Clara e Margherita". Nicoletta Cavallaro: "Una buona guarigione anche dalla famiglia Falcomaro...siamo felici che tutto sia andato bene!" Elisabetta Scarpa: "Bene! Siamo contenti sia andato bene. Tanti auguri Don Guido....ti aspettiamo e ti ricordiamo nelle nostre preghiere. Famiglia Ballico". Ileana Andrea: "Ileana, Andrea e il piccolo Marco augurano una pronta guarigione al nostro Parroco. La aspettiamo !!!!" Rosetta Boaretto: "Anche se si perde qualche pezzo ... non è detto che non si possa ancora vincere la partita. Tu possiedi ancora la Regina." Michela Zabeo: "Buona guarigione don Guido, un abbraccio dalla famiglia Zara, Aurora, Matteo, Michela ed Enrico". Marco Trivellato: "Buona guarigione Don Guido!!! Un abbraccio da Marco, Carolina, Alice, Viola e Filippo".  Luciana Campagnolo: "Forza don Guido la aspettiamo, auguroni di pronta guarigione." Andrea Mauceri: "Buona guarigione e buona ripresa don Guido! Ti aspettiamo presto! Andrea" Luigi Turlon: "Auguri di pronta guarigione le siamo vicini con la preghiera". Barbara Gioppato: "Una buona guarigione dalla Fam Basso e Serafin rimettiti presto in forze Don!" Martina Busetto: "Buona guarigione ma sopratutto buona ripresa Don Guido. Famiglia Griffoni Andrea". Stella Gi: "Buona guarigione Don Guido!!! Ti aspettiamo!" Viviana Saverino: "Tieni duro don Guido! Buona guarigione! A presto! Viviana Jacopo Sofia Edoardo e Giacomo" Agata Millitari: "Un augurio di una pronta guarigione da tutta la mia famiglia." Laura Gilaci: "Auguri Don Guido . E benvenuto a Monsignor Walter Perini." Tania Soldà: "Caro Don Guido, facciamo tutti il tifo per lei :-)" Francesca Moscheni: "Don Guido le siamo vicini guarisca presto" Sonia Trivellato: "Don Guido tanti auguri torni presto tra noi" Marina Beneforti: "Un buongiorno più sereno con queste notizie!" Carolina Passarella: "Auguri di cuore Don Guido! Che il Signore vegli su di lei!" Rosy Dimarco: "Rimettiti presto Don! Un abbraccio!" Ermenegilda Sarto: "Auguri!" Patrizia Barbagallo: "Buona guarigione don Guido!" Giuliana Perrozzi: "Auguri di buona guarigione Don :-) <3" Valentin Sindorela Fusha: "Auguri di cuore Don Guido!" Barbara Chinellato: "Una preghiera per te"; Lenka Giacometti: "Buona guarigione" Rosetta Boaretto: "Auguri da Rosetta e Maurizio Piatto" 
(messaggi dalla pagina Facebook della Parrocchia Santa Barbara)


IN BREVE

IL PORTALE DELLA COLLABORAZIONE

E' online il portale web della nostra Collaborazione Pastorale, www.collaborazionepapaluciani.it.  Il nuovo strumento permetterà di trovare, tutti assieme, i dati più utili e immediati delle tre Parrocchie (orari delle messe, recapiti, e-mail e molte altre informazioni) e consentirà una efficace condivisione degli appuntamenti comuni e degli eventi principali delle singole realtà. La proposta di intitolare la Collaborazione a Papa Luciani - formulata come si ricorderà a Pasqua e accolta con favore dalle tre comunità - ha riscosso il parere favorevole del Patriarca. 

UNA SUPERFESTA? CI PENSANO GLI ANIMATORI!

"E' qui la festa?" è il servizio di animazione delle feste di compleanno messo a disposizione dal dinamico gruppo degli animatori Parrocchiali:  "Lo facciamo per passare più tempo coi bambini.. Se lo desiderano, possiamo mettere musica, truccare le bambine, fare giochi e balletti"! E' richiesta una piccola offerta libera. Per info: 320.039.7428 (Gaia). Se navighi con uno smartphone, puoi chiamare direttamente i numeri cliccandoci sopra. Aspettiamo i vostri bimbi, dai!

IL LIBRO CON LA NOSTRA STORIA

Non nobis Domine - sessant'anni di fede attraverso la storia di una comunità” è il titolo del libro (164 pagine, 200 tra foto e documenti) disponibile in chiesa (con offerta libera di 5 Euro per le spese di stampa) che racconta, con documenti inediti e a carattere storico, i sessant'anni di storia della Parrocchia. Il lavoro è anche sfogliabile e scaricabile dalla sezione di archivio storico del nostro sito parrocchiale.