Orari SS.Messe Domenica e festivI ore 8.30 -  10,00 - 11,15 - 8.30.  Feriali ore 8,30 e 18.30. Vespro ore 18,15.
Indirizzo: via Salvore, 1 - 30174 Mestre (Venezia) Tel. 041.912.314 - Mail Parrocchia: santabarbaramestre@gmail.com 
Redazione  sito: Tel. 333.385.000.2 (dalle 8 alle 20)  - Mail sito: redazioneweb@parrocchiasantabarbara.net

ONLINE "VOCE AMICA" DI DOMENICA 11 NOVEMBRE

Voce Amica si dedica questa settimana agli incontri preparatori alla Cresima: Nadia e i catechisti introducono quindi spirito e calendario degli incontri per ragazzi e genitori. Si parla inoltre della festa di San Martino di Domenica, raccontandone la tradizione giunta intatta ai giorni nostri. Ampio spazio alla giornata mondiale de Poveri, previstia per domenica prossima. Loris Pelizzaro firma un bel commento sul Vangelo di questa domenica, e si introducono i temi della prossima Colletta Alimentare e dei ritiri spirituali al Cavallino di Domenica Prossima per ragazzi di terza media, giovani ed adulti. Potete leggere e scaricare Voce Amica cliccando qui sotto, ma naturalmente il foglio è disponibile in versione cartacea fin dal sabato pomeriggio in Chiesa, nella colonna di sinistra vicino alle altre pubblicazioni religiose e stampa Cattolica. Grazie ai curatori del foglio Parrocchiale!  

QUESTA MATTINA una riflessione di Gianni Sponchiado

Questa mattina mi sono alzato, e fuori la nebbia diffondeva le prime luci dell’aurora, ho pensato che bel inizio di giornata. Con questi pensieri pedalavo verso la stazione imboccando un tunnel di collegamento, ma la mia attenzione è stata rapita da un mucchio di vestiti gettati senza nessuna cura sul marciapiedi, i soliti maleducati ho mormorato, ma il mucchio di vestiti ha incominciato a muoversi ed è sbucata una testolina di una ragazzina che al massimo poteva avere vent’anni ma il suo sguardo era quello di una vita già passata da tempo, un vita che si può raccontare in un attimo e troppo uguale a tante altre; dice il poeta: vent’anni sembrano pochi, poi ti volgi a guardarli e non li trovi più. Mi sono fermato per chiedere se avesse bisogno di qualcosa, ma un groppo mi ha attanagliato la gola; la manica della camicia era macchiata da un rivolo di sangue raffermo ed accanto vi era la padrona della vita di questa ragazza, il demone che detta i tempi della sua vita, una siringa monouso. Un solo istante è passato, ma forse erano mille anni, poi mi ha solo sorriso, forse perché ero uno dei pochi che si è chinata su di lei per chiedere come va senza dare giudizi. Mi ha risposto, con fil di voce che tutto era a posto, che si stava riprendendo, sono solo riuscito a farle accettare qualche monetina per una bevanda calda, ma non ho avuto nemmeno il coraggio di darle una carezza e ho detto solo: non farti troppo male; mi ha ringraziato, mi ha sorriso di nuovo e quel sorriso aveva lo stesso colore dell’aurora del giorno e mi ha detto ciao. Intanto il mondo passava accanto a noi, gente che quasi ci saltava avendo fretta, quella fretta che non fa vedere chi forse ha bisogno, altri urlavano frasi alla ragazzina che non voglio nemmeno ricordare. E nel bus che mi dondolava verso il posto di lavoro mi sovvenivamo i volti di compagni di giochi che poi avevo ritrovato in una tomba, in cimitero quando vado a trovare mia madre: Alla mia età non voglio più dare giudizi sulle persone ma avere la forza di stare accanto al dolore e alla solitudine. Si oggi era proprio una bella giornata! 

Gianni Sponchiado

SABATO 24 LA COLLETTA ALIMENTARE DA PRIX E IN's

Sabato 24 Novembre si svolgerà in tutta Italia la 22^ giornata nazionale della Colletta Alimentare, il cui slogan ne riassume il significato: "Condividere i bisogni per condividere il senso della vita". Parole che ben vengono spiegate dalle parole di Papa Francesco, quando si parla di povertà: “Che cosa esprime il grido del povero se non la sua sofferenza e solitudine, la sua delusione e speranza? La risposta è una partecipazione piena d'amore alla condizione del povero. Probabilmente, è come una goccia d'acqua nel deserto della povertà; e tuttavia può essere un segno di condivisione per quanti sono nel bisogno, per sentire la presenza attiva di un fratello o di una sorella. Non è un atto di delega ciò di cui i poveri hanno bisogno, ma il coinvolgimento personale di quanti acoltano il loro grido" (Papa Francesco). E' proprio con questo spirito che, dal 1997, centinaia di migliaia di persone si sono messe a disposzione per aiutare i più povero. Anche nella nostra Parrocchia facciamo "la nostra parte", raddoppiando il nostro impegno: saremo infatti presenti sia presso il discount Prix di via Calabria che presso la iN's di via Perlan. Referenti di zona da contattare per i turni: Giuseppe Sbalchiero, Enrico Pavanello (3289270865). 

FESTA DI S. BARBARA: IL GIORNALISTA ALBERTO FRISO
ILLUSTRA L'OPERA DI PADRE PICCIRILLO, "L'ARCHEOLOGO DI DIO"

Il programma della Festa di S.Barbara è ancora in fase di definizione, ma una ghiotta anteprima possiamo già darvela: Venerdì 7 Dicembre alle 20,45, presso la sala Parrocchiale "Albino Luciani", si terrà l'imperdibile incontro con il giornalista e scrittore Alberto Friso, caposervizio al «Messaggero di sant’Antonio», e autore del romanzo "Il cielo sotto le pietre. Padre Piccirillo, l'archeologo di Dio"  in cui Friso racconta la storia avventurosa del Francescano archeologo in Terrasanta e Medio Oriente mancato nel 2008, e la usa quasi come pretesto per narrare come nell'antichità, tra sesto e nono secolo, in Giordania la convivenza fra cristiani e musulmani fosse naturale, un fatto tangibile. La trama è ambientata in una Padova ben tracciata, dove il giovane universitario Luca viene messo davanti a una prova a dir poco complicata dalla temutissima professoressa di archeologia Sartori: scrivere una tesina biografica sull'archeologo francescano da poco scomparso. Piccirillo era famoso in tutto il mondo per la sua attività di archeologo (legata soprattutto agli scavi del Monte Nebo, in Giordania) e di biblista, attività che gli è  anche valsa l'onoreficienza di Grande Ufficiale dell'Ordine della Stella d'Italia, concessa nel 2001 dall'allora Presidente della Repubblica Ciampi.

SAN MARTINO, UNA FESTA ANCHE VENEZIANA

Domenica ricorre la festa di San Martino di Tours, un vescovo cristiano del IV secolo, tra i primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa cattolica. Si celebra l'11 novembre, giorno dei suoi funerali avvenuti nella città di Tours. ”Soldato per forza, vescovo per dovere, monaco per scelta”: questa in sintesi la sua storia, così come la tramanda Sulpicio Severo, suo discepolo, che narra come Martino, nel 327, sia fuggito a 10 anni da casa a Ticinum, l’attuale Pavia, per opporsi al volere del padre, il quale – ex ufficiale – vuole indirizzarlo alla carriera militare. Nel corso della fuga Martino incontra una famiglia di cristiani che, dopo averlo rifocillato, lo convince a tornare a casa. Martino colpito da questo incontro decide di abbracciare la fede del Vangelo. Protettore delle arti e della cultura, Martino lotterà per tutta la vita contro ingiustizie e oppressioni, anche quelle esercitate per motivi politici o religiosi. Morto nel 397, mentre è in visita pastorale a Candes, sarà il primo non martire a ricevere gli onori degli altari.Secondo la leggenda che si narra di lui nelle scuole, in un giorno di novembre, piovoso e freddo, Martino uscì cavallo ricoperto con il suo mantello. Lungo la strada vide un povero, seminudo e barcollante dal freddo. Martino si impietosì e tagliò a metà il suo mantello donandone una parte al povero. Poco dopo smise di piovere e uscì il sole risaldando l'aria come fosse estate. Da qui il nome estate di San Martino, dove ancora oggi vengono ricordate le belle giornate di sole di novembre. Arrivata la notte Martino sognò Gesù con il mantello in mano ringraziandolo per il gesto di compassione. 

La tradizione di festeggiarlo nella nostra città risale a molti secoli fa, iniziando dalla fondazione della chiesa costruita dal Sansovino a Castello e dedicata al Santo nel 1540, e per poi continuare fino ai giorni nostri, diventando una festa molto sentita ed amata dai veneziani. In questo giorno, i ragazzini girano per le calli e i campielli con una corona di carta in testa facendo un gran baccano con pentole e campanacci e contando sulla generosità della gente per ottenere qualche soldo e cantando questa filastrocca: "San Martin xe 'ndà in sofita / a trovar la so novissa / So novissa no ghe gera / el xe 'ndà col cuo par tera / viva viva san Martin / Viva el nostro re del vin! / San Martin m'ha mandà qua / che ghe fassa la carità. / Anca lu col ghe n'aveva / carità el ghe ne fasseva / Viva viva san Martin / Viva el nostro re del vin! / Fè atension che semo tanti / ghemo fame tuti quanti / e stè tenti a no dar poco / se no stemo qua par un toco!" Una tradizione che a quanto pare si sta espandendo, anche in Terraferma, e sinceramente speriamo che sostituisca le sciocche credenze d'oltreoceano riviste qualche giorno fa in cui si evocano morti, demoni e spiriti senza conoscere nemmeno il reale significato di ciò che si recita! Il San Martino non si festeggia solo nelle strade di Venezia ma anche a tavola, o meglio in pasticceria: dolcetti di pasta frolla con la forma di San Martino a cavallo, ricoperti di glassa al cioccolato con caramelle e altre decorazioni. Il dolce di San Martino lo si può preparare anche a casa utilizzando uno stampo a forma di cavallo con cavaliere (si trova nei supermercati) e poi decorandolo a piacere. 

MARTEDI' 20 IL PELLEGRINAGGIO ALLA SALUTE DEI GIOVANI:
IL MESSAGGIO DEL PATRIARCA SUL MARTIRIO DEL CRISTIANI

«La testimonianza di Asia Bibi, che ci auguriamo possa vedere al più presto la libertà piena e completa, è un richiamo importante a una cristianità che, soprattutto nelle zone che – grazie a Dio – non sono provate dal martirio, rischia di diventare secolarizzata e in pantofole». Lo afferma il Patriarca, auspicando che la sentenza di assoluzione della donna cristiana pakistana possa essere applicata in brevissimo tempo, portando alla sua scarcerazione. Il tema della persecuzione e del martirio dei cristiani nel mondo sarà anche al centro del pellegrinaggio diocesano dei giovani, alla vigilia della festa della Madonna della Salute. «I tantissimi giovani protagonisti del pellegrinaggio di martedì 20 – riprende mons. Moraglia – vorrei diventassero più consapevoli della sofferenza di una rilevante parte della cristianità. I dati dicono che oltre 200 milioni di cristiani sono perseguitati nel mondo. C’è anche – ed è triste dirlo, ma bisogna dirlo ai nostri giovani – una geografia della persecuzione che, eccettuata Europa, America ed Oceania, attraversa un po’ tutto il globo». Da ciò l’esigenza di far comprendere ai più giovani «che la testimonianza del martirio cristiano non è relegata ai primi secoli, come spesso si pensa». Da ciò – sottolinea don Francesco Marchesi, responsabile della Pastorale giovanile nel Patriarcato – anche il tema del pellegrinaggio: “Maria, donna forte della fede”, che introduce al compito della memoria». Un gesto simbolico sarà la cifra di questo impegno per la consapevolezza: una quindicina di siti in città – tra cui la basilica della Salute e ponte di Rialto – verranno illuminati da fari rossi per richiamare l’attenzione verso le persecuzioni alle minoranze religiose di tutto il mondo, in particolare verso i cristiani. È una iniziativa congiunta del Patriarcato di Venezia e di Acs, Aiuto alla Chiesa che Soffre. «La libertà religiosa – conclude il Patriarca – è fondamentale, perché per il credente il rapporto con Dio è la base di ogni altro rapporto. Il Concilio Vaticano II ha insistito molto sulla libertà religiosa, che credo sia un principio e una profezia basilare anche per la nostra epoca».

Il Vangelo dI Domenica 11 Npvembre
"QUESTA VEDOVA, NELLA SUA POVERTA',
HA DATO TUTTO QUELLO CHE AVEVA"

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,38-44).  In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa». Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere»

IL COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 11 NOVEMBRE

Gesù contrappone qui due tipi di comportamento religioso. Il primo è quello degli scribi pretenziosi che si pavoneggiano ed usano la religione per farsi valere. Gesù riprende questo atteggiamento e lo condanna senza alcuna pietà. Il secondo comportamento è invece quello della vedova povera che, agli occhi degli uomini, compie un gesto irrisorio, ma, per lei, carico di conseguenze, in quanto si priva di ciò di cui ha assolutamente bisogno. Gesù loda questo atteggiamento e lo indica come esempio ai suoi discepoli per la sua impressionante autenticità. Non è quanto gli uomini notano che ha valore agli occhi di Dio, perché Dio non giudica dall’apparenza, ma guarda il cuore (1Sam 16,7). Gesù vuole che guardiamo in noi stessi. La salvezza non è una questione di successo, e ancor meno di parvenze. La salvezza esige che l’uomo conformi le azioni alle sue convinzioni. In tutto ciò che fa, specialmente nella sua vita religiosa, l’uomo dovrebbe sempre stare attento a non prendersi gioco di Dio. Scrive san Paolo: “Non vi fate illusioni; non ci si può prendere gioco di Dio. Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato” (Gal 6,7). Il Signore chiede che si abbia un cuore puro, una fede autentica, una fiducia totale. Questa donna non ha nulla. È vedova, e dunque senza appoggio e senza risorse. È povera, senza entrate e senza garanzie. Eppure dà quello che le sarebbe necessario per vivere, affidandosi a Dio per non morire. Quando la fede arriva a tal punto, il cuore di Cristo si commuove, poiché sa che Dio è amato, e amato per se stesso. L’avvenire della Chiesa, il nostro avvenire, per i quali le apparenze contano tanto, è nelle mani di questi veri credenti.   (da: "Lachiesa.it")

SEXUALITATIS LAETITIA: SESSUALITA' 
E FERTILITA' NELLA COPPIA

Le gioie della sessualità e della fertilità all'interno del matrimonio sono un tema d'attualità del quale si è voluta occupare la Pastorale Diocesana per gli Sposi e le Famiglie, organizzando un ciclo di incontri formativi a partecipazione libera e gratuita. Il ciclo si svolge in collaborazione con l'istituto veronese INER. Gli incontri si svolgeranno in sei lunedì (il primo si è svolto il 22 Ottobre, i prossimi saranno il 19/11, 10/12, 04/02/19, 04/03 e 08/04)  alle 20.45 presso la Sala "Luciani" del Centro "Cardinal Urbani" di Zelarino (via Visinoni). La partecipazione è gratuita, previa semplice iscrizione (senza altre formalità) via mail: sposiefamiglia@patriarcatovenezia.it
Tre incontri verranno dedicati al tema "Sessualità e vita": 1)  fecondità e fertilità; 2) Aborto un delitto, unl’occasione mancata; 3) La fecondazione artificiale, ossia la negazione della paternità e maternità. Altri tre incontri saranno quindi dedicati a sessualità ed educazione: 1) Educare l’affettività, ossia… imparare ad amare. 2) Disordini affettivi e degenerazione delle persone; 3) Riflessione sul significato dell’educazione dell’affettività e sessualità, in relazione alle nuove tecnologie, nell’epoca dei nativi digitali.

MARINA BENEFORTI: "AIUTATEMI AD AIUTARE"

"Ed eccomi di nuovo a Mestre...15 giorni passati velocissimi ad Ol Moran, che ancora una volta mi hanno dato molto (e non intendo solo dal punto di vista professionale). E' stato emozionante assistere alla Messa in un villaggio dei Samburu (tribù locale), lontano solo 20 km dalla missione ma che con le strade africane sembrano raddoppiare! Ed altrettanto emozionante è stato, domenica scorsa, assistere al Battesimo di 6 bambini nella nuova chiesa della missione, inaugurata nel 2015 e che io non avevo ancora visto completata. I giorni lavorativi sono passati veloci e così i momenti trascorsi nella comunità con don Giacomo e Father Peter, cappellano nato nella zona. Con noi è arrivato anche don Luca, giovane sacerdote di Brescia che rimarrà a Ol Moran fino a dicembre prima di essere destinato ad una nuova missione, visto che questa è stata la sua scelta di vita dedicata. Il lavoro medico nella scuola della missione (Tumaini Academy) ha assorbito molto me e la mia collega, avendo visitato circa 400 bambini tra i 3 e i 15 anni, ma mi ha fatto apprezzare e capire ancora di più l'importanza del lavoro fatto da don Giacomo con gli insegnanti, che veramente si dedicano ai loro allievi non solo dal punto di vista dell’istruzione ma anche di crescita umana, superando ogni giorno problemi che a noi sembrano banali (reperire materiale scolastico!) ma che in quel contesto hanno un altro significato. Per questo faccio ancora una volta appello a tutta la comunità perché possa continuare ad essere vicina a questo progetto di vita così importante. Nel video qui a fianco [cliccateci sopra per vederlo], ecco la gioiosa partecipazione dei bambini alla s.messa ad Ol Moran! Una cosa che colpisce è che nessuno si stupisce se i bambini si muovono, giocano tra loro! I piccoli e gli anziani sono amati e rispettati. E la celebrazione che dura almeno due ore (!), passa anche troppo in fretta! Certo, per loro è una scoperta recente l'amore di Gesù, ma li si respira comunque tutta un'altra aria!!! Grazie di cuore a tutti!  Ashanti sana!"  
Marina Beneforti

IL PAPA ALLA GMG DI PANAMA 2019

Il Papa sarà a Panama per la Giornata mondiale della gioventù. Diverse volte Francesco aveva manifestato la sua intenzione di essere presente. Ma ora c’è anche l’ufficialità delle date del viaggio. Arrivata con una dichiarazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke. «In occasione della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si celebrerà a Panamá, e accogliendo l’invito del Governo e dei Vescovi panamensi – ha detto il portavoce vaticano – sua santità papa Francesco si recherà in Panama dal 23 al 27 gennaio 2019». Questo sarà il terzo incontro mondiale del pontificato di papa Bergoglio. 

Il primo si svolse pochi mesi dopo l’elezione (luglio 2013) a Rio de Janeiro (un appuntamento che Francesco aveva ereditato dall’agenda di Benedetto XVI, la cui impossibilità ad essere fisicamente presente per motivi di salute è annoverata tra le cause che rafforzarono il suo intento di rinunciare al ministero petrino). Il secondo incontro mondiale "bergogliano" è la Gmg di Cracovia nel luglio del 2016. In entrambe le occasioni i giovani hanno confermato di avere con Francesco, che si accinge a celebrare in ottobre un Sinodo a loro dedicato, un feeling naturale. Del resto una Gmg senza il Papa è inconcepibile. E lo stesso Pontefice congedandosi da loro, alla fine di Cracovia 2016, disse: «Non so se io ci sarò a Panama, ma sicuramente ci sarà Pietro». (Mimmo Muolo - da "Avvenire")

LA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI: MESSA AL CIMITERO CON IL PATRIARCA

Imparare a rendere ragione di più e meglio della propria fede, grazie a una maggiore esperienza e a migliori conoscenze delle cose di Dio. È l’invito-augurio che il Patriarca fa ai presenti nella chiesa del cimitero di Mestre, riflettendo sulle letture dell’Eucaristia odierna, nell’omelia della Messa celebrata nel pomeriggio di giovedì 1° novembre. "C’è una frase attribuita a Yuri Gagarin" – ricorda il Patriarca – "che sarebbe stata pronunciata dal cosmonauta durante il suo famosissimo viaggio nello spazio, il primo di un essere umano in orbita attorno alla Terra, il 12 aprile 1961. Gagarin avrebbe detto: «Qui in cielo non vedo alcun Dio». Quella frase, che doveva fungere da sostegno fondamentale dell’ateismo di Stato dell’Unione Sovietica, in realtà deforma e tradisce ciò di cui vorrebbe parlare: Dio."  Mons. Moraglia sottolinea invece come un’esperienza straordinariamente umana, come l’amore, dica molto di più anche rispetto a Dio: "I fidanzati, gli innamorati hanno dei loro simboli, dei linguaggi, dei codici espressivi che vanno aldilà del linguaggio e del codice stesso usato: cioè dicono di più del codice usato. Cosa vuol dire, allora, la parola “cielo”? Gesù non è andato in cielo, Gesù è il cielo. Dobbiamo quindi capire che il linguaggio è finalizzato a una realtà; invece noi tendiamo a fare del simbolo il fine. Il linguaggio è cioè espressivo di una realtà, ma è anche ingabbiato in una logica umana insufficiente ad esprimere il mistero. Gesù, perciò, non va in cielo ma è il cielo. Se non capiamo questo, potremmo salire anche più in alto di dov’è andato Yuri Gagarin e dire come lui 'Io qui non vedo nessun Dio'. Ma Dio e la fede sono un’altra cosa. Consapevolezze da acquisire coltivandole. Cioè andando oltre quel livello troppo diffuso di conoscenza minimale delle cose di Dio: quello di chi si ferma alla catechesi fatta entro i 12-13 anni, prima della Cresima. E poi stop. Certo" – riconosce il Patriarca Francesco – "nella storia ci sono anche tanti santi che non hanno avuto un’enorme cultura: ma avevano una grande esperienza di Dio. La conoscenza di Dio i santi se la facevano in ginocchio, alzandosi presto al mattino e stando dinanzi al Signore. Per noi, allora, c’è bisogno di riscoprire le certezze della fede, di imparare o di tornare a imparare la grammatica della fede. Così ritroveremo anche la consapevolezza e la completezza della fede cristiana". (Giorgio Malavasi - da "Gente Veneta" p.g.c.)

LA "MEGACENTRALE" DI VIA MATTUGLIE: COSA STA PER SUCCEDERE? 

Lunedì 11 Dicembre dello scorso anno: nella nuova strada in via Mattuglie (ora via don Ettore Fuin) si collauda la nuova centrale di "teleriscaldamento" che, quando funzionerà, dovrà dare acqua calda e calore "a tutto il quartiere" e principalmente ai 60 nuovi appartamenti, alla piscina di via Calabria, alle adiacenti scuole Santa Barbara e Fiordaliso. Ma la centrale, quel lunedì, produce un rumore infernale e una nuvola ammorba l'intero quartiere, con decine di chiamate allarmate ai Vigili del Fuoco e alla Polizia, al punto che il giorno dopo il Gazzettino è costretto a pubblicare una replica di Veritas, incaricata della progettazione e appaltante, assieme a Immobiliare Veneziana IVE e Ater, della costruzione della centrale di cogenerzione mediante un bando, pubblicato nel 2016, del valore di poco meno di un milione e mezzo di Euro, i cui fondi erano stati richiesti ancora nel 2009 per alimentare l'intero progetto di social housing da dieci milioni. Ma torniamo al Dicembre 2017: puzza, fumo, rumore e l'impianto viene spento.  "Quel fumo era solo un test. A regime normale non si ripeterà una situazione simile", dissero gettando acqua sul.. fuoco da due megawatt di questa centrale. In quartiere, naturalmente, in molti si allarmano: "Possiamo sapere cosa stanno pensando per risolvere il problema, che evidentemente esiste? Perchè noi dobbiamo lasciare a casa le nostre automobili e questi possono ammorbare di gas combusto e di rumore un intero quartiere?" dicono i componenti del gruppo cittadino che si sta interessando della questione. "Sono passati undici mesi, però, e sappiamo che Veritas progetta di elevare ulteriormente i due camini e di limitare in qualche modo i rumori che, sembra, siano "inevitabili" per la potenza del reattore. Come hanno potuto pensare di costruire una centrale di 2 megawatt in pieno centro abitato, accanto a scuole ed abitazioni? Quali garanzie per la nostra salute?" E noi raccogliamo queste preoccupazioni e ci facciamo portavoce di queste istanze, cercando di saperne di più da chi, con pazienza ma senza reticenze, ci vorrà dire come stanno le cose.

SICUREZZA: IL PUNTO DOPO UN MESE DALL'INCONTRO CON LE AUTORITA'

(13.10) Sono passate cinque settimane dall'interessante ed affollato incontro con le autorità cittadine sui temi della sicurezza nel rione di Santa Barbara, e in molti stanno notando come, lentamente ma in modo preciso, gli interventi e le segnalazioni comincino a produrre i loro risultati. Il giorno dopo l'incontro, infatti, la nostra redazione fatto avere agli assessori d'Este e Zaccariotto una sintesi di quanto emerso dall'incontro e la copia del documento fotografico visto durante la serata. Nei giorni scorsi la dottoressa Zaccariotto ci ha risposto, confermandoci di essersi attivata nel girare tutte le segnalazioni: già è stata risolta con una potatura la situazione del salice di via Friuli (i cui rami stavano per strappare i cavi dell'illuminazione pubblica), sono state completate e rifatte tutte le strisce e nei giardini di chiesa e mercato all'aperto sono state sostituite e aumentate le 16 panchine (nella piazza del mercato sono passate da sei a nove), mentre sopralluoghi sono stati eseguiti ad opera di Veritas e tecnici del Comune per le altre situazioni di pericolo segnalate. 
E sulla sicurezza? "Speriamo che le segnalazioni dalle altre zone non sottraggano l'attenzione che l'Assessore d'Este ci ha promesso" - chiosa un promotore dell'incontro. "In fin dei conti, chiediamo solo che la zona sia oggetto di più frequenti passaggi di forze dell'ordine e della polizia locale. Più complessa appare invece la risoluzione del problema del marciapiede nel tratto mancante di via Calabria e il potenziamento dell'illuminazione pubblica in via Miranese, decisamente carente da quando i lampioni sono stati spostati - con poca lungimiranza - nel lato nord della strada, lasciando al buio la parte sud dove ci sono le attività commerciali e gli slarghi pedonali. Qui occorrerà installare una nuova linea di lampioni, verosimilmente utilizzando i vecchi scavi dell'illuminazione pubblica dismessa alcuni anni fa. Naturalmente anche la nostra redazione vigilerà, approfittando anche del "filo diretto" instaurato con questa Amministrazione. Che ringraziamo per quanto sta facendo.

VITA PARROCCHIALE E DELLA COLLABORAZIONE PASTORALE

DON GUIDO SCATTOLIN, IL GRANDE "GRAZIE" AL NOSTRO PASTORE

Sono trascorsi già cinque anni da quel 20 Ottobre 2013, quando don Guido mise per la prima volta piede nella nostra Parrocchia. Fu una grande festa, che ancora oggi ricordiamo con piacere rivedendo nel nostro archivio storico le foto di quell'affollata cerimonia (potete rivederle cliccando qui): il Patriarca, in quell'occasione, disse "Ti viene chiesto di servire questa comunità e il tuo rapporto con Dio non potrà mai prescindere da questa gente. Tu sei chiamato ad essere l’immagine del Buon Pastore", e lui mise subito in pratica questa missione: con l'energia e la serietà che lo contraddistinguono, con l'ironia e la simpatia di chi ha possibilità di frequentarlo più da vicino, con il carisma e la calma con cui ha caratterizzato la sua azione presso di noi. 
Questo primo "lustro" a Santa Barbara è per tutta la comunità motivo di festa e di riconoscenza, ma anche di preghiera perchè il nostro Pastore ha ancora bisogno delle nostre preghiere, del nostro aiuto per poter superare una personale e difficile sfida che sta affrontando da ormai otto mesi, senza rinunciare ad essere presente, fintantochè gli è possibile. Preghiere alle quali oggi aggiungiamo un sentito grazie, grazie per l'esempio di forza che ci infondi, grazie per averci aiutati ad essere comunità coesa attorno al Tuo esempio, fedele orma dell'insegnamento di Cristo. Vogliamo essere al Tuo fianco, don Guido, e vogliamo farlo ancora  a lungo. Un sincero abbraccio da tutti noi. 

GIOVANI A "GRIGLIAMMERAVIGLIA": IL RACCONTO

Due pullman di giovani in tre parrocchie, come primo evento post-estate, non sono affatto male: segnale forte che le iniziative per i giovani, se fatte "in collaborazione", funzionano. L'idea è stata quella di cominciare il periodo post-estivo con una giornata in cui riunire i ragazzi delle tre Parrocchie, facendoli lavorare assieme fin dalle incombenze 'preparatorie' di una giornata come questa: cucinare, preparare i dolci, i giochi del pomeriggio, la messa: questo per favorire la loro conoscenza reciproca, la collaborazione. 

Tema scatenante: superare le barriere dell'estraneità nel nome del messaggio di unione in Cristo e conoscersi al di là dell'età di ciascuno: così non ci sono più "quelli del 2002" o "voi del 2004", ma un'unica famiglia di fratelli in cui si sfrutta la potenzialità e la bellezza della forza comune, dell'approfondire le conoscenze anche tra generazioni diverse e parrocchie diverse. Nel pomeriggio, dopo una succulenta e conviviale grigliata, è stato presentato il programma del nuovo anno pastorale per i giovani che verrà comunque e necessariamente articolato in sei nuclei: due gruppi di prima superiore del post-cresima (uno dei quali seguirà la traccia dell'Azione Cattolica Giovani, mentre l'altro lavorerà sulla Catechesi giovanile), tre gruppi di ragazzi delle superiori (uno a Santa Barbara e due alla Gazzera) e un gruppo dedicato agli studenti universitari (detti anche "post patente", per via del cambiamento di stile di vita e dei nuovi ritmi che questo traguardo comporta in buona parte dei ragazzi). Insomma: clima positivo, lato conviviale evidentemente.. saporito. Grazie, ragazzi! 

DAL TRAMONTO ALL'ALBA: I GIOVANI DI SANTA BARBARA CI SONO!

Sabato sera, sabato notte. Di solito, per i giovani, il fine settimana è un richiamo molto forte: il divertimento convenzionale, certo, vorrebbe questo.. ma i giovani di Santa Barbara hanno avuto un'occasione d'oro: incontrarsi, fare festa anche senza ritmi assordanti o locali all'ultimo grido. Per i giovanissimi di Santa Barbara, quelli dalla prima superiore in su, questa era poi un'occasione ancora più importante: ritrovarsi gruppo, riscoprirsi comunità viva in una Parrocchia che vuole provare a dare voce e spazio alla gioventù, grazie ad un gruppo di animazione fantasioso e attento. 

Così sabato sera (15 settembre), si è svolto questo primo momento di una serie - che speriamo lunga - di incontri, e il successo è andato ben oltre le aspettative, visto che ben 25 ragazzi vi hanno preso parte. E' stata l'occasione per ritrovarsi, parlare delle vacanze estive, di scambiare qualche boccone di pizza parlando dei programmi, dei sogni, delle speranze. Poi è scattata la scintilla ad illuminare la notte: il gioco notturno "dal tramonto all'alba", che ha impegnato le tre squadre in tre "percorsi" al buio (molto suggestivo il patronato senza illuminazione..) tra difficoltà, scoperte, alleanze: una sorta di "guardie e ladri" inventata in Parrocchia, e il premio per i "ladri" animatori è stato, a quanto pare molto rifrescante: non cocktails, ma.. sinceri gavettoni! 

Esperienza piaciuta? Si direbbe di si. Come detto, di questi appuntamenti formativi ce ne saranno altri, e questa volta si proverà di mercoledì: il prossimo sarà il 3 Ottobre alle 20,30 (ma non si farà notte fonda.. il giorno dopo c'è scuola!), e s proverà a ritrovare, anche a Santa Barbara, lo stile sereno e familiare dei gruppi giovanili di Azione Cattolica: lo stesso stile che contraddistingue tutti i gruppi della nostra Collaborazione Pastorale (in altro articolo di questa pagina i particolari sull'iniziativa "Grigliammeraviglia"). Se poi volete altri dettagli, contattate il vulcanico Alessandro Bragadoi al 349.796.4473 (anche whatsapp). Grazie, ragazzi! 

DON GIORNO FEDALTO, 60 ANNI DI SACERDOZIO

Don Giorgio è, ed è sempre stato, una persona riservata, di grande cultura. Essendo ascritto alla nostra Comunità da ben 55 anni, è facile per molti adulti che hanno frequentato la nostra comunità ricordarlo mentre preparava le omelie in lunghe passeggiate in Patronato, il passo lento e solenne e il viso immerso nelle Scritture, oppure affiancare don Ettore e i suoi successori nella S.Messa, nelle confessioni, nella vita di una Parrocchia che ha sempre richiesto molte energie pastorali che ha speso con noi, e ancora continua a spendere oggi, a 88 anni, dedicandosi alle S.Messe serali, alle confessioni. Lo si ascolta parlare e si capisce che la mente è più che mai vigile, lucida, prolifica di pensieri e riflessioni di fede. Il primo pensiero che gli dobbiamo, quindi, è di riconoscenza: a maggior ragione perchè il primo novembre don Giorgio Fedalto ha compiuto sessant'anni di sacerdozio, festeggiati nella Parrocchia di Gazzera, dove venne ordinato presbitero per mano di Monsignor Olivotti (chiamato a sostituire il Patriarca Roncalli, appena divenuto papa Giovanni XXIII). Laureato in giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, Don Giorgio continuerà gli studi teologici alla Gregoriana a Roma, dove si laureerà in Teologia due anni dopo il sacerdozio, quando viene assegnato alla Gazzera come cappellano dell'allora parroco don Giovanni Fattore. Al suo attivo oltre 200 pubblicazioni e cento tesi di laurea preparate e discusse per i suoi corsisti. In molti, anche della nostra Parrocchia, si sono uniti alle preghiere e a questa cerimonia, seguita da un rinfresco. Grazie, don Giorgio, da parte di tutti noi.

Un sacerdote di Santa Barbara compie un traguardo importante: il settimanale diocesano gli dedica questa Intervista che pubblichiamo integralmente

DON GIORGIO FEDALTO: 60 ANNI DI SACERDOZIO, UN  RACCONTO PER "GENTE VENETA"

Nel ripercorrere i 60 anni di ministero presbiterale di don Giorgio Fedalto è necessario affrontare un viaggio nella storia culturale, politica ed ecclesiale del nostro Paese dal dopoguerra ad oggi, stando attenti a non perdersi nella ricchezza dei suoi percorsi. Don Giorgio nasce a Mestre il 20 luglio del 1930 in una casa vicina al passaggio a livello della Gazzera, a pochi passi da quella dove adesso risiede, in una famiglia di dieci figli. Il percorso di studi che lo porta all’ordinazione presbiterale è particolare, diverso da tutti gli altri. Frequenta il liceo al Cavanis: ricorda ancora quando il 15 luglio del ’48 riuscì a raggiungere fortunosamente il Foscarini, sempre a Venezia, per sostenere le prove degli esami di maturità, a causa del ponte bloccato da soldati e mezzi militari per il rischio di guerra civile a seguito dell’attentato a Togliatti del giorno prima. «La guerra ha molto inciso su di me – racconta don Giorgio – nel ’44 siamo scappati dalla casa dove abitavamo in quel periodo a Mogliano, dove ho frequentato il ginnasio dai Salesiani». Ecco perché il giovane Giorgio, che fu anche presidente dell’Azione Cattolica alla Gazzera, sente forte «la vocazione a un impegno in campo sociale e politico per la pace: l’impegno politico faceva parte della fede, anche per contrastare il rischio del comunismo, che per il suo ateismo era visto come un pericolo soprattutto religioso». Da qui nasce l’iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, dove nel ’53 si laurea e conosce oltre a padre Gemelli anche personaggi come Dossetti, Lazzati, Fanfani. Ma visto che «la vocazione è come il labirinto, in cui si segue un filo», su indicazione del suo padre spirituale decide di entrare in seminario a Milano, dove è residente. L’influsso delle missioni popolari del pensionato “Cardinal Ferrari” e una pleurite, contratta nei quindici giorni di permanenza nel freddo seminario milanese, diventano segno di questo filo conduttore nel labirinto della sua vita: dopo mesi di convalescenza a casa, nell’estate del ‘55 il Patriarca Roncalli «mi mandò a studiare e a formarmi a Roma all’Almo Collegio Capranica, dove sono stato compagno di Ruini e di tanti altri, che sono diventati cardinali o personaggi importanti della Chiesa». L’ordinazione diaconale del 20 settembre del ‘58 avvenne per mano del patriarca Roncalli, che però non poté dar seguito a quella presbiterale nella chiesa della Gazzera, programmata per il successivo 1° novembre, perché il 28 ottobre venne eletto Papa. E la prima preoccupazione, appena eletto papa, di Giovanni XXIII fu di inviare subito un telegramma a don Giorgio Fedalto per la sua ordinazione sacerdotale, augurandogli «larga effusione grazie lumi aiuti celesti per fervido fecondo sereno ministero sacerdotale mentre di gran cuore lo benedice e concedegli implorata facoltà impartire benedizione papale con indulgenza plenaria». Ordinato sacerdote da monsignor Giuseppe Olivotti, don Giorgio continua gli studi teologici alla Gregoriana a Roma, dove si laurea in Teologia due anni dopo, quando viene assegnato alla Gazzera come cappellano del parroco don Giovanni Fattore. Di questi 60 anni di ministero pastorale don Giorgio ne ha vissuto ben 55 come ascritto nella parrocchia di Santa Barbara, dove continua ancora adesso a confessare e a celebrare messa ogni sera e la domenica.

Molto più complesso, invece, il suo cammino di studioso, docente e scrittore, di cui un segno tangibile è l’immensa biblioteca che si snoda per tutte le stanze della sua abitazione. Perfino il caminetto in salotto è diventato libreria per le oltre cento tesi di laurea di cui è stato relatore per i suoi studenti di Storia del Cristianesimo, di cui per quasi 40 anni è stato docente all’Università di Padova. Dopo la prima laurea alla Gregoriana sul tema teologico del “Filioque” (termine latino che significa “e dal Figlio” e si riferisce alla diatriba teologica della professione di fede), don Giorgio cambia «filone di interesse» e studia «le ragioni storiche per le quali le Chiese Ortodossa e Cattolica si sono divise». Un argomento, questo, diventato “l’obiettivo principale” del sacerdote e studioso Fedalto, centro di molte delle sue pubblicazioni, oltre 200, in cui si rischia di perdersi. All’interno di questo «obbiettivo principale, che è l’unione delle Chiese sul piano del cammino storico più che su quello teologico del Filioque, che è una strada senza uscita», si comprendono anche le motivazioni che lo hanno portato alle lunghe ricerche archivistiche, per poter scrivere i tre grossi volumi della “Hierarchia Ecclesiastica Orientalis”, una raccolta unica al mondo di documentazione storica di tutte le chiese orientali non cattoliche. Sacerdote e studioso veneziano, forse più conosciuto fuori dalla sua città, rivela l’attenzione e l’interesse per la propria città nell’ultimo libro scritto, a ben 88 anni, insieme a Renato D’Antiga: “Venezia quasi un’altra Bisanzio”. «Mia madre odiava i libri, – dice don Giorgio – mio padre era di una famiglia contadina, ho ereditato da uno zio la passione per lo studio e la ricerca della verità. Non bisogna fermarsi a quello che si è imparato, ma progredire sempre nei cambiamenti del proprio tempo in continuità con la Tradizione, come sta facendo papa Francesco». Gino Cintolo (da "Gente Veneta" nr. 28, per gentile concessione)

 "VACANZE IN COLLABORAZIONE": ARRIVEDERCI A TUTTI.. 

Sabato 21 Luglio si sono concluse, con la S.Messa presieduta dal Patriarca Moraglia, e il congedo agli adolescenti delle superiori e del post-cresima, le tre settimane di "Vacanze in Collaborazione"  organizzate dalla Collaborazione Papa Luciani e tenutesi nella ristrutturatissima Villa S.Maria Ausiliatrice di San Vito di Cadore (struttura appartenente al Seminario Diocesano ma messa a disposizione delle Comunità che desiderano organizzare periodi di vacanza e ritiri spirituali). Le tre settimane di "Vacanza" - seguitissime anche da casa, grazie alle dirette quotidiane curate dalla nostra redazione sul sito e sulla pagina Facebook della Collaborazione Pastorale - oggi sono quindi giunte alla fine: un riabbraccio con i propri cari, il ritorno alle abitazioni, ma soprattutto e giustamente saluti affettuosi e qualche lacrimuccia agli amici riconfermati o conosciuti qui. Nel cuore c'è sempre quella promessa: reincontrarci, sempre, ancora. Fare della nostre relazioni la nostra migliore impresa, costruire - inconsapevoli spavaldi - la base del loro essere uomini e donne: donare un po' di sè stessi agli altri, lasciare che in questo abbraccio sia, anche se per molti è presto per capirlo, il calore umano che Dio ci chiede, sempre più forte in questo tempo, di trasmettere agli altri. Il Patriarca Francesco, nella sua omelia, ha parlato proprio di questo con i ragazzi. "Cosa rimane di questi giorni, di questa convivenza, di questo stare insieme con gli amici?" ha chiesto loro. "Quando si parla di essenziale, nella vita, in genere si dice: 'di cosa posso fare a meno'?" L'invito è lasciare che nel 'bagaglio' delle proprie emozioni, dopo esperienze come questa, rimanga sempre lo spazio per la riflessione, per la fede, meglio se guidata da un sacerdote. "Dedicate a Gesù cinque minuti, non di più se proprio non sono capace... non cinque minuti pensando a dieci, ma cinque.. pensando a cinque. Vado in chiesa, sto in camera mia la sera, apro la Bibbia e metto il dito su un versetto: lo leggo, magari leggo il versetto prima e il versetto dopo, e poi dico: Signore, che cosa mi hai voluto dire? Nella giornata di oggi, in questa serata, e vedrete delle soprese", ha concluso il Patriarca. La cronaca completa delle tre settimane è nel sito della Collaborazione, dove sono ospitate anche tutte le foto e il video della S.Messa col Patriarca. Altre informazioni sono state pubblicate nella Pagina Facebook della Collaborazione. Trovate i link qui sotto.

SUOR MARITES, 25 ANNI DI DEVOZIONE

Celebrazione speciale, sabato 7 Settembre, per Suor Marites Vilches: la religiosa del nostro Asilo Parrocchiale ha raggiunto il 25° anno di dedizione e professione religiosa. Per lei la S.Messa delle 18:30 e un momento di festa comunitaria. 

"Ringrazio Te Signore che mi hai chiamato, che mi hai dato la gioia di servirti fino ad oggi", ha detto la scorsa settimana a Voce Amica, "i miei familiari che mi hanno affettuosamente accompagnato nel mio cammino, perché la mia vita fosse una lode perenne a Dio. Ringrazio la congregazione che mi ha accolto con tanto amore, tutte le consorelle incontrate in questi anni con le quali ho condiviso gioie e preoccupazioni e tutti i sacerdoti che mi hanno seguito. Ringrazio don Guido, don Valter e tutta questa comunità che mi ha accolto con affetto". Auguri anche da noi, carissima suor Marites! 

DON DANIELE MEMO VICARIO PER LA PASTORALE

È don Daniele Memo,  vocazione nata e cresciuta nella nostra Parrocchia,  il nuovo Vicario episcopale per la Pastorale, nominato dal Patriarca Francesco Moraglia. don Daniele (51 anni, sacerdote diocesano dal 1992) lascia il compito di parroco delle comunità litoranee di Cavallino (S. Maria Elisabetta) e Ca’ Vio (Sacro Cuore di Gesù).In queste comunità don Daniele ha curato con convinzione la nascita e lo sviluppo della collaborazione pastorale con le vicine parrocchie di Treporti e Ca’ Savio; in precedenza è stato anche parroco in terraferma, nella vicina Zelarino. Subentra nell’incarico svolto durante l’ultimo quinquennio da don Danilo Barlese che, nei giorni scorsi, il Patriarca ha già designato parroco della Collaborazione pastorale di Caorle. Come Vicario episcopale per la pastorale si occuperà, quindi, del “cuore” della missione e della vita stessa della Chiesa, universale e particolare: annunciare e portare a tutti il Vangelo (la buona notizia di salvezza) di Gesù Cristo. Un augurio sincero di buon lavoro a don Daniele! 

In questi giorni sono comunque molte le nomine di nuovi parroci e - a richiesta di alcuni Parrocchiani - le riepiloghiami: mons. Dino Pistolato (51 anni) assumerà le cure della Parrocchia di S. Giovanni Battista a Gambarare di Mira e Delegato della cura pastorale degli Istituti di vita claustrale (con facoltà di accedere alla clausura). Mons. Pistolato lascia quindi gli altri incarichi sin qui ricoperti. In precedenza, per ben 22 anni, aveva diretto la Caritas veneziana. Il nuovo parroco di Cavallino e Ca’ Vio sarà don Fabio Miotto (40 anni), sacerdote dal 2006 e già vicario parrocchiale a Jesolo Paese; il mestrino Don Francesco Andrighetti (26 anni), di Mestre, ordinato sacerdote il 23 giugno scorso è stato poi designato Vicario parrocchiale nella Collaborazione pastorale di Jesolo Paese, Passarella e Cortellazzo. Don Giuseppe Simoni diventerà è stato infine nominato parroco di S. Pietro Apostolo e S. Andrea Apostolo a Favaro Veneto. Don Giuseppe era sinora vicario foraneo di Caorle ed ha guidato in questi anni le parrocchie di Croce Gloriosa (distribuita nei territori dei comuni di Caorle ed Eraclea) e di Ca’ Corniani di Caorle. E' stato parroco anche ad Asseggiano, dal '98 al 2008.

CINQUANTANNI TUTTI.. LUCENTINI

Domenica 1 Luglio la nostra Comunità si è unita alla celebrazione per i 50 anni di Matrimonio di Sandra Morsucci ed Ennio Lucentini. Impossibile non cogliere nelle loro voci, durante il rinnovo delle promesse, l'emozione per un traguardo così importante, raggiunto in letizia e con la grande serenità e devozione reciproca ancora ben splendenti nei loro occhi visibilmente emozionati. Molti conoscono Sandra quale collaboratrice Caritas e responsabile del "Progetto Gemma" di aiuto alle mamme in difficoltà (svolto in collaborazione con il Centro Aiuto Vita e grazie al quale sono già stati aiutati, dalla nostra Parrocchia, quasi quaranta bambini che diversamente non sarebbero nati). Un esempio così bello che non abbiamo resistito a farcelo raccontare, chiedendo a Sandra quale fosse la ricetta per attraversare indenni dieci lustri di amore e vita in comune. "Se c'è una cosa che ci ha aiutato molto, e che è stata di esempio anche per i miei figli, è l'ironia. E per ironia intendo proprio la capacità di affrontare ogni difficoltà senza drammatizzarla, la capacità a volte di ridere dei nostri errori e di guardare ad un obbiettivo più alto, più importante di ciò di cui stavamo discutendo". Nativa di Roma, e trapiantata qui per seguire il marito dipendente Inps (oggi a riposo), Sandra è una donna energica ma serena. Ennio sta volutamente in disparte, interviene con messaggi e sguardi che fanno capire che la vera forza di Sandra è sentirsi amata: dall'uomo col quale ha chiesto nuovamente a Nostro Signore di benedirla, dai bravi ed esemplari figli, dagli intelligenti e vivaci nipoti che rallegrano le loro giornate. Un sincero augurio e tanta felicità da tutta la comunità Parrocchiale, Ennio e Sandra!  

GREST 2018: LA GRANDE FESTA FINALE, ARRIVEDERCI 

Sicuramente non basteranno queste parole a descrivere cosa si muove dietro alle tre settimane di un Grest, ma proveremo comunque a raccontarvi perché ogni anno sia sempre così difficile mettere, col groppo in gola, la sigla finale: difficile per i ragazzi, che si sono divertiti imparando e affezionandosi a tutta la carovana allegra e instancabile degli animatori, difficile per tutti coloro che, in regia, hanno messo idee, amore, entusiasmo, offrendo sé stessi e spalancando cuore e braccia, con mesi e mesi di preparazione per poterlo fare nel migliore modo possibile: amare semplicemente, come ci insegna Cristo, regalando la gioia di un abbraccio, una risata, un gioco, un sorriso. Grest è un regalo di allegria, è una bella scuola di umanità dove la materia che si impara senza studiarla sono le relazioni, l’amore. E’ inevitabile la promessa di esserci ancora, l’anno prossimo, magari con i più grandicelli che - da partecipanti - faranno il salto diventano animatori, prendendosi a loro volta cura e responsabilità della gioia altrui. A tutti Voi - ragazzi, animatori, aiutanti, genitori che ci avete rinnovato la vostra fiducia - un sincero e commosso grazie per la bellezza che siete stati capaci di regalarvi. E regalarci. Ci uniamo agli auguri di buone vacanze (che trovate su Voce Amica) di don Walter, don Guido, dello staff parrocchiale e della redazione, con una preghiera per tutti ed ognuno di Voi. Nei link qui sotto trovate le foto per le quali ringraziamo gli instancabili Giuliana P., Silvia C., Romolo G. e la redazione di Voce Amica.

TEATRO DI GIUGNO, UN.. CALDO SUCCESSO PER MARY POPPINS

Una sala gremita in ogni ordine di posti, compresi i moltissimi in piedi, e l'inevitabile caldo a ricordarci l'inconsueto momento per uno spettacolo teatrale: si recita di Domenica, e per giunta un diciassette. "Ma noi" - dicono i Fradei per caso - "non siamo superstiziosi. 

Non diciamo nemmeno le tre parole prima dell'inizio dello spettacolo eppure, a qualche qualche interferenza nei radiomicrofoni, questo "Mary Poppins" firmato da Alex Bonora e Lucia Luciani (regia e coreografie) ha proprio fatto centro ed è risultato piacevole, bello, divertente: cantanti ed attori perfettamente a loro agio, hanno fatto letteralmente volare il tempo e.. battere il piedino a tutti i presenti, inevitabili gli applausi a scena aperta e l'ovazione finale davvero meritata. 

Complimenti, ragazzi: non solo Vi auguriamo che questo spettacolo faccia molte repliche, ma siamo sicuri che anche Voi, dopo averci regalato questa autentica espressione di libertà artistica e rigore esecutivo, farete tantissime e bellissime cose. Così siamo lieti di prolungare, con questa recensione - per niente di parte, tutto meritato -  l'applauso che la sala inaspettatamente traboccante vi ha riservato. Siamo stati sicuramente una bella sorpresa noi, lo siete stati molto di più voi. 

L'Allegria che ci avete regalato è il miglior messaggio della Vostra Gioia e il motore della Vostra fede. Grazie, "Fradei". A presto, speriamo.

LA PRIVACY, I DATI SENSIBILI E IL NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO

Iil 25 Maggio, è entrato in vigore il GDPR, cioè il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. In pratica, nessuno potrà trattare in alcun modo i nostri dati senza prima aver ottenuto il nostro consenso. Chiunque dovrà spiegarci in modo chiaro cosa vuole farne e per quanto tempo intende conservarne copia. Sia un social network, un sito tramite il quale prenotare un visita medica o un portale di commercio elettronico. E' bene sapere che anche il proprio credo religioso è un "dato sensibile" e per questo desideriamo chiarire: nè il sito nè l'archivio di Santa Barbara raccolgono alcuna informazione riguardo all'identità di coloro che accedono al sito. Allo stesso modo, tutte le comunicazioni di posta elettronica sino ad oggi inviate al nostro indirizzo sono state cancellate perchè non abbiamo alcun motivo di trattenerle, Anche la parte relativa ai "cookies" (ovvero: i piccoli files di sistema, del provider del sito o degli esterni di cui pubblichiamo collegamenti, ad esempio i video su youtube) è stata aggiornata in modo da essere coerente alla nuova normativa. Per chi desidera approfondire la normativa, in questo link riportiamo la normativa completa, Per ulteriori informazioni potete contattarci all'indirizzo redazioneweb@parrocchiasantabarbara.net.

"VIA DON ETTORE FUIN": E' REALTA'. 

La Giunta Comunale di Venezia, con deliberazione del 9 Gennaio scorso - pubblicata nell'albo comunale - ha decretato ufficialmente l'intitolazione  della nuova via del rione Santa Barbara, situata tra le vie Mattuglie e Perlan alla memoria di don Ettore Fuin, primo parroco di Santa Barbara e scomparso nel 2001. La nuova via verrà aperta tra pochi giorni. Il Comune ha così accolto la mozione del luglio 2016, appoggiata dalla Municipalità e sottoscritta da molte centinaia di abitanti del nostro Quartiere. A don Ettore si deve la nascita della nostra Comunità e le prime edificazioni scolastiche della zona. Siamo commossi e riconoscenti per questo gesto, che rafforzerà il ricordo della nostra Comunità verso la persona esemplare, infaticabile, che tra mille difficoltà e con l'aiuto di molti ha creato dal nulla la nostra Parrocchia. Un ringraziamento particolare all'Assessore Paola Mar, al Consiglio di Municipalità e a tutti coloro che hanno accolto questa iniziativa, sostenendola fino a farla diventare realtà. Anchwe Gente Veneta di questa settimana riporta un ampio servizio a firma del direttore Giorgio Malavasi, che ringraziamo.

UN INVENTORE DI BONTA', CON L'ENERGIA DELLA FEDE

Un ampio capitolo della storia della nostra Parrocchia è dedicata a don Ettore, che non ha solo il merito di aver creato dal nulla una Comunità cristiana ma che ha saputo coltivare nei nostri cuori la passione per il fare assieme. Quella passione che, nei parrocchiani di lunga data, è rimasta come esempio: donare amore e servizio, per il bene comune. Un bene che va oltre la preghiera, che è slancio, misericordia. Don Ettore aiutava i deboli, insegnava a leggere ai ragazzi rimasti indietro, creava. Creava in continuazione, seminava entusiasmo e gioia, voglia di fare. 

Ci serve ancora il suo esempio, e siamo orgogliosi di poter ricordare il suo impegno nel nome di questa strada, ideale cammino della nostra Comunità di domani e vicina a quei lembi di terra per i quali ha lottato con le unghie e che ha difeso, arredato, abbellito, riempito di ragazzi che oggi hanno bisogno di trasmettere questo esempio a generazioni che fanno fatica a riconoscere la generosità, l'entusiasmo del fare, l'Amore di Dio. Ti preghiamo, don Ettore, rimani ancora con noi. E grazie ancora di tutto questo.

Pubblichiamo i messaggi arrivati per la convalescenza di don Guido sulla pagina Facebook 
IL CUORE GRANDE DELLA NOSTRA COMUNITA'

Il nostro Parroco, come sapete, sta osservando un periodo di convalescenza, durante la quale gli è stato prescritto massimo riposo (quindi, almeno per il momento, deve evitare visite e telefonate). Moltissimi di Voi hanno voluto inviargli un messaggio tramite la pagina Facebook della Parrocchia. Oggi desideriamo non solo aggiornarvi sui suoi progressi ed incoraggianti miglioramenti (anche se la convalescenza sarà ancora lunga), ma desideriamo ringraziare Voi tutti per l'affetto con con avete circondato don Guido di bellissimi messaggi. Abbiamo così deciso di pubblicarli perchè ci sembrano una testimonianza bellissima dell'amore che Dio ha voluto infondere in tutti Voi per dare forza al nostro Parroco: siamo certi che la convalescenza di don Guido sarà più efficace.. proprio grazie al Vostro slancio e alle Vostre Preghiere. Certi di interpretare il pensiero di don Guido, rivolgiamo a tutti Voi che gli avete scritto o che lo avere visitato un grandissimo grazie. Un ringraziamento speciale lo rivolgiamo a don Valter, che sentiamo ogni domenica stupito del calore con il quale è stato accolto nella nostra Comunità alla quale sta dando molto senza risparmiarsi. Grazie.
 
Elisabetta Cinao: "Auguri di pronta guarigione siamo felici per la bella notizia..... don Guido sei una forza ....ti aspettiamo quanto prima tra noi! Giuseppe Gloria Elisa e Salvatore". Jackie Rodriguez: "Siamo felici che tutto sia andato per il meglio. Tanti auguri di buona guarigione, Don Guido!" Sandra Zottino: "Sei sempre nelle nostre preghiere, auguri di pronta guarigione dal chierichetto Roberto e famiglia". Enrica Kraul: "Forza don Guido ti aspettiamo presto!! Enrica Mauro Matilde Clara e Margherita". Nicoletta Cavallaro: "Una buona guarigione anche dalla famiglia Falcomaro...siamo felici che tutto sia andato bene!" Elisabetta Scarpa: "Bene! Siamo contenti sia andato bene. Tanti auguri Don Guido....ti aspettiamo e ti ricordiamo nelle nostre preghiere. Famiglia Ballico". Ileana Andrea: "Ileana, Andrea e il piccolo Marco augurano una pronta guarigione al nostro Parroco. La aspettiamo !!!!" Rosetta Boaretto: "Anche se si perde qualche pezzo ... non è detto che non si possa ancora vincere la partita. Tu possiedi ancora la Regina." Michela Zabeo: "Buona guarigione don Guido, un abbraccio dalla famiglia Zara, Aurora, Matteo, Michela ed Enrico". Marco Trivellato: "Buona guarigione Don Guido!!! Un abbraccio da Marco, Carolina, Alice, Viola e Filippo".  Luciana Campagnolo: "Forza don Guido l'aspettiamo auguroni di pronta guarigione." Andrea Mauceri: "Buona guarigione e buona ripresa don Guido! Ti aspettiamo presto! Andrea" Luigi Turlon: "Auguri di pronta guarigione le siamo vicini con la preghiera". Barbara Gioppato: "Una buona guarigione dalla Fam Basso e Serafin rimettiti presto in forze Don!" Martina Busetto: "Buona guarigione ma sopratutto buona ripresa Don Guido. Famiglia Griffoni Andrea". Stella Gi: "Buona guarigione Don Guido!!! Ti aspettiamo!" Viviana Saverino: "Tieni duro don Guido! Buona guarigione! A presto! Viviana Jacopo Sofia Edoardo e Giacomo" Agata Millitari: "Un augurio di una pronta guarigione da tutta la mia famiglia." Laura Gilaci: "Auguri Don Guido . E benvenuto a Monsignor Walter Perini." Tania Soldà: "Caro Don Guido, facciamo tutti il tifo per lei :-)" Francesca Moscheni: "Don Guido le siamo vicini guarisca presto" Sonia Trivellato: "Don Guido tanti auguri torni presto tra noi" Marina Beneforti "Un buongiorno più sereno con queste notizie!" Carolina Passarella: "Auguri di cuore Don Guido! Che il Signore vegli su di lei!" Rosy Dimarco: "Rimettiti presto Don! Un abbraccio!" Ermenegilda Sarto: "Auguri!" Patrizia Barbagallo: "Buona guarigione don Guido!" Giuliana Perrozzi: "Auguri di buona guarigione Don :-) <3" Valentin Sindorela Fusha: "Auguri di cuore Don Guido!" Barbara Chinellato: "Una preghiera per te"; Lenka Giacometti: "Buona guarigione" Rosetta Boaretto "Auguri da Rosetta e Maurizio Piatto" (messaggi dalla pagina Facebook della Parrocchia Santa Barbara)

Spazio informativo Parrocchiale 
a disposizione della Comunità. 

La Parrocchia non sostiene alcun costo per la gestione, la manuntezione o l'aggiornamento del sito. Tutte le collaborazioni vengono prestate a titolo  volontario e gratuito. Altre informazioni sono reperibili nella pagina "Informative legali" disponibile cliccando qui.

Recapiti redazione Web: 
Tel.  333.385.000.2  

Recapiti della Parrocchia:  
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IN BREVE

ONLINE IL PORTALE DELLA NOSTRA COLLABORAZIONE

E' online il portale web della nostra Collaborazione Pastorale, www.collaborazionepapaluciani.it.  Il nuovo strumento permetterà di trovare, tutti assieme, i dati più utili e immediati delle tre Parrocchie (orari delle messe, recapiti, e-mail e molte altre informazioni) e consentirà una efficace condivisione degli appuntamenti comuni e degli eventi principali delle singole realtà. La proposta di intitolare la Collaborazione a Papa Luciani - formulata come si ricorderà a Pasqua e accolta con favore dalle tre comunità - ha riscosso il parere favorevole del Patriarca. 

UNA SUPERFESTA? CI PENSANO GLI ANIMATORI!

"E' qui la festa?" è il servizio di animazione delle feste di compleanno messo a disposizione dal dinamico gruppo degli animatori Parrocchiali:  "Lo facciamo per passare più tempo coi bambini.. Se lo desiderano, possiamo mettere musica, truccare le bambine, fare giochi e balletti"! E' richiesta una piccola offerta libera. Per info: 320.039.7428 (Gaia). oppure 346.541.4669 (Marzia). Se navighi con uno smartphone, puoi chiamare direttamente i numeri cliccandoci sopra. Aspettiamo i vostri bimbi, dai!

IL LIBRO CON LA NOSTRA STORIA

Non nobis Domine - sessant'anni di fede attraverso la storia di una comunità è il titolo del libro (164 pagine, 200 tra foto e documenti) disponibile in chiesa (con offerta libera di 5 Euro per le spese di stampa) che racconta, con documenti inediti e a carattere storico, i sessant'anni di storia della Parrocchia. Il lavoro è anche sfogliabile e scaricabile dalla sezione di archivio storica del nostro sito parrocchiale.